(AGR) - “La Regione Basilicata non ha avuto alcun atteggiamento reticente o poco chiaro sulla vicenda della centrale del Mercure”. Lo dichiara l’assessore regionale all’Ambiente, Territorio e Politiche della Sostenibilità, Gianni Rondinone , replicando alle affermazioni contenute in una nota dell’associazione CoSA Pollino. “Già nell’incontro del 18 luglio con l’Enel – afferma Rondinone – avevamo chiaramente anteposto le questioni della sicurezza e della salvaguardia della salute ad ogni altro problema anche di natura occupazionale. Eravamo quindi in attesa di un nuovo incontro quando è arrivata la decisione dell’Enel di rinunciare alla riconversione”. All’Enel la Regione ha è chiesto “che la riconversione della unità due della centrale a biomasse – afferma ancora l’assessore - avvenga nel massimo rispetto delle norme previste e dei principi di compatibilità ambientale, con una riduzione del numero di megawatt, che ora risultano eccessivi per una centrale posta in un Parco naturale, con un monitoraggio preciso e continuo del territorio, con studi che ‘leggano’ le variazioni ambientali e microclimatiche, affrontando in maniera seria il problema dell’approvvigionamento del ”cippato” e le ricadute sul traffico della zona, integrando il piano presentato con studi che indichino l’utilizzo delle energie prodotte e che considerino la possibilità di un utilizzo in loco per il teleriscaldamento, come, per altro, avviene in centrali analoghe presenti sul territorio nazionale”. Rondinone afferma inoltre che “è un errore mettere insieme i problemi di inquinamento del sito e la riconversione della centrale. Tale inquinamento è il prodotto di attività precedenti e l’indagine e i provvedimenti della magistratura in merito sono assolutamente legittimi e meritori, oltre a rappresentare una garanzia per i cittadini della zona”. Quanto alla richiesta avanzata, congiuntamente alle organizzazioni sindacali, di riapertura di un tavolo di trattative, in seguito alla decisione dell’Enel di rinunciare alla riconversione stessa, l’assessore afferma infine che “essa è finalizzata solo ad un chiarimento con l’Enel per porre l’ente di fronte alle proprie responsabilità evitando un furbesco ‘scaricabarile’ e senza alcuna deroga alle posizioni già espresse”. In conclusione ha affermato che “le istituzioni non solo non rappresentano una controparte dei cittadini ma intendono essere in questa vicenda, come in altre, protagoniste della difesa del territorio e dei diritti delle popolazioni”.