“La comunicazione dell’Enel, così platealmente strombazzata ai quattro venti, dell’abbandono del progetto per la riconversione della Centrale di Laino Borgo non è nuova, né rassicura più di tanto chi ha a cuore il diritto alla salute e all’occupazione nella valle del Mercure”. E’ quanto afferma in una nota l’Associazione ambientalista “il riccio” Castrovillari. “Questa scelta, se vera – prosegue la nota - giunge comunque tardiva: la protesta e l’indignazione popolare continuano a crescere (oltre 4.000 le firme fin qui raccolte contro la Centrale), le Istituzioni locali e l’Ente Parco chiedono conto per gli anni di indisturbato e incontrollato utilizzo (o forse sarebbe più corretto dire saccheggio?) delle risorse naturali che appartengono ai cittadini e la Magistratura e le Forze dell’Ordine continuano imperterrite a indagare sulla vicenda. Tanto per non smentirsi, anche in questa circostanza l’Enel usa i soliti toni minacciosi e arroganti su presunte perdite di posti di lavoro e su trasferimenti di dipendenti, dimenticando – sottolinea “il riccio” - di ricordare i danni gravissimi già arrecati e quelli ancora peggiori che si prospettano per lo sviluppo di altre e più consone attività creatrici di occupazione all’interno di un Parco Nazionale. In ogni caso – conclude l’associazione ambientalista - qualunque sia l’obiettivo, palese o recondito, che questo gran rifiuto si propone, l’Enel stia pur tranquilla: le iniziative di ricerca della verità e di eventuali responsabilità (con relativi indennizzi) non si fermeranno comunque”. |