In riferimento alla risposta dell'Enel data all’assessore regionale, Fanco Mollica, i Verdi della Basilicata, nel condividere pienamente la nota dell' Assessore Lucano inviata al Vice Presidente e all'Assessore all' Ambiente della Regione Calabria, ribadiscono che, "a differenza di quanto afferma l'Enel, è necessaria per la centrale, l'applicazione del DPR 357/97 e successive modifiche che obbliga il richiedente a predisporre la Valutazione d'Incidenza.
In proposito già il Ministero dell' Ambiente e il Dipartimento dell' Ambiente della Regione Calabria hanno evidenziato, in proprie note recenti, la necessità di sottoporre il progetto di riconversione della centrale del Mercure a procedura di Valutazione d'Incidenza, per le preoccupanti ricadute che potrebbero aversi nel'area SIC e ZPS della Valle del Fiume Lao, anche se il sito industriale non ricade nell'area naturale considerata, a differenza di quanto, invece, afferma l'Enel nella sua nota di risposta a Mollica". "E' vero anche - proseguono i Verdi - che l'Ente Parco del Pollino, soggetto preposto alla salvaguardia del Parco nazionale, avrebbe dovuto richiedere l'applicazione di questa procedura, subordinando il rilascio delI' autorizzazione all' espletamento preliminare di tale obbligo da parte del richiedente. Tutto ciò non è accaduto".
I Verdi lucani gradirebbero conoscere dall'Enel, "molto solerte a fornire chiarimenti quando viene chiamata in causa sulla centrale del Mercure, da dove intende prelevare la biomassa e se, a tal proposito, esiste un Piano di approvvigionamento dettagliato nel quale sono indicati anche i nominativi dei fomitori , i quantitativi, la durata dei contratti e le aree del "cippato vergine" necessarie per il funzionamento della centrale e se il numero dei lavoratori dell'indotto scaturisce da una stima effettuata, oppure trattasi di lavoratori già operanti presso le ditte locali". Inoltre, i Verdi chiedono "di conoscere se esistono stime di approvvigionamento della biomassa residuale da prelevare da fuori regione e da altre Nazioni".
"Sarebbe davvero paradossale - è la conclusione dei Verdi -e assurdo interpretare il Protocollo di Kyoto a danno delle aree protette, per le quali i Verdi chiedono l'applicazione di norme di tutela". (dt ) |