(ACR) - In premessa, i Consiglieri regionali ricordano che nella valle del Mercure, in località Laino Borgo, dal 1965, è insediata una centrale termoelettrica di proprietà dell’Enel e che tale centrale è composta da due gruppi per produzione di energia elettrica da 75 MW di potenza ognuno. La centrale, riferiscono i Consiglieri, fino all’inizio degli anni ’80 era funzionante a lignite e, successivamente, è stata trasformata per utilizzare olio combustibile pesante, con utilizzo di gasolio nelle fasi di accensione. Pur trovandosi per tre quarti su territorio calabro, sottolineano Simonetti, Nardiello e Mollica, tale impianto è prevalentemente a ridosso di centri abitati della Basilicata e gli effetti inquinanti, in particolare nella nostra regione, si manifesterebbero in modo a dir poco deletereo. Inoltre, da rilevare che l’area sulla quale è ubicata la centrale termoelettrica del Mercure rientra nella zona del Parco del Pollino. I tre Consiglieri che hanno presentato l’Odg, fanno anche riferimento al fatto che la proprietaria della centrale, vale a dire l’Enel, dal settembre 2001, ha presentato un progetto per la trasformazione di uno dei due gruppi di produzione per renderlo funzionante a biomassa e tale gruppo dovrebbe sviluppare una potenza di 41 MW elettrici di cui 35 MW netti. “Considerato che, attualmente, un pezzo del terreno adiacente la centrale è sotto sequestro della Magistratura perché, in seguito a un’ inchiesta, pare ospiti rifiuti pericolosi, in prevalenza a base di amianto, è probabile che la centrale stessa abbia all’interno consistenti quantità di amianto per le coibentazioni. Caratteristica, questa, di tutte le vecchie centrali”. Nell’Ordine del giorno si sottolinea, poi, che è stato “verificato che le quantità di combustibile necessarie sono di circa 350.000 tonnellate anno, cioè 1000 – 1100 tonn/giorno, che verrebbero fatte confluire con 90 o 100 automezzi in entrata e altrettanti in uscita. Va tenuto presente che le vie di collegamento sono assolutamente inadatte per tale traffico, e verrebbero emessi, dalla ciminiera alta 80 metri con 6,5 metri di diametro, quasi 6,5 milioni di metri cubi di fumi al giorno, che comporterebbero l’emissione di circa: 65 kg/d di polveri; 330 kg/d di SO2; 330 kg/d di CO; 1200 kg/d di Nox; 65 kg/d di sostanze organiche varie. Cioè 2000 kg al giorno di inquinanti emessi nell’aria e l’utilizzo di grandi quantità di acqua all’interno del Parco”. “Inoltre, pur trattandosi di un impianto definito a biomassa, procurerebbe danni all’ambiente poiché: a) secondo le normative vigenti, all’interno di un parco, non è ammessa una centrale, seppure a biomassa, di dimensione superiore ai 6 MW; b) un impianto a biomassa, per essere efficiente, si dovrebbe utilizzare tutto il calore prodotto, ma ciò non sarà possibile vista la grande potenza termica a disposizione e l’assenza di grandi centri urbani o aziende che possano utilizzare tutto il calore prodotto; c) una tale quantità di materiali è impossibile da raccogliere nell’area, malgrado il progetto dichiari che i materiali dovrebbero provenire da agricoltura, manutenzione dei boschi ecc., certamente si intende usare materiale proveniente da grandi distanze, con un dispendio energetico notevole e notevoli emissioni inquinanti per il suo trasporto. Oppure si pensa di bruciare RSU o CDR, in tal caso non si tratterebbe più di biomassa perché nei rifiuti urbani ed assimilati la maggior parte del potere calorico deriva dalle plastiche, notoriamente prodotte con derivati del petrolio; d) impianti a biomassa possono essere economicamente ed ecologicamente positivi solo se si è in grado di utilizzare tutto il calore messo a disposizione, questo perché il basso potere calorico in proporzione al peso e volume, impone consistenti costi energetici ed emissivi per il loro trasporto. Ha quindi senso realizzare impianti di piccole dimensioni, che permettano di sfruttare al massimo il calore prodotto. Solo in subordine, è utile produrre anche energia elettrica, quindi con piccoli impianti cogenerativi. Possiamo quindi pensare ad impianti, al massimo di pochi megawatt; e) va comunque premesso che per le biomasse provenienti da agricoltura, manutenzione di zone verdi, da usi domestici o altro, va privilegiata la produzione di ammendante, attraverso processi di compostaggio, da usare in agricoltura o nella vivaistica, fornendo così materiale organico ai terreni attualmente coinvolti da processi di desertificazione progressiva. Si ottengono così tre risultati: si evita di produrre rifiuti con tutti i problemi relativi al loro smaltimento; si recupera fertilità ai terreni con minore uso di prodotti chimici; si permette ai terreni di assorbire carbonio e di trattenerlo, riducendo così le emissioni di CO2.”. Altra constatazione riguarda il fatto che la centrale del Mercure, “ricadendo a ridosso dell’alveo del fiume Mercure, affluente del fiume Lao, sia pure a relativa distanza dal limite del SIC IT9310025, valle del fiume Lao, della superficie di ettari 1760, caratterizzato da un’ampia valle alluvionale le cui significatività ecologiche, di habitat e di specie di flora e di fauna selvatiche sono rappresentate da boschi riparali e da una notevole varietà di habitat che ospitano una ricca e varia fauna di specie endemiche in particolare anfibi (trituris italicus) può potenzialmente determinare effetti impattanti sul sito predetto e pertanto assoggettabile a valutazioni di incidenza ai sensi del DPR 357/97 e successive modifiche ed integrazioni”. Questo è quanto risulta dalla “ richiesta di informazioni circa il progetto di riattivazione in esercizio della sezione 2 con impiego di biomassa quale combustibile della centrale ENEL termoelettrica del Mercure, località Pianeta in merito alla necessità di “valutazione di incidenza di cui alla direttiva 92/43/CEE” del 20 giugno 2005 inviata al comune di Laino Borgo. Tutto ciò premesso, con l’Ordine del giorno, si “impegna la Giunta Regionale: a intraprendere tutte le iniziative necessarie affinchè l’Enel modifichi le sue decisioni e progetti; a sollecitare la Regione Calabria affinché quest’ultima non dia l’autorizzazione alla realizzazione di tale impianto”. (dt )