Anche in Gran Bretagna il governo si è posto il problema di come smaltire le scorie nucleari. A tal fine, un pool di esperti ha esaminato tutte le possibilità per risolvere la delicata questione dei rifiuti radioattivi, magari individuandone una che mettesse d’accordo interessi nazionali ed opinione pubblica. Il lavoro del comitato di studio è sfociato in un rapporto ufficiale, ripreso dal quotidiano inglese The Guardian e da un’agenzia dell’Ansa. Questi i risultati. Immagazzinare i rifiuti in un deposito, sembrerebbe la soluzione più facile, sulla quale, invece, si registra la bocciatura dagli esperti inglesi. Le scorie – sostengono - conservano il loro potenziale di radioattività per 250.000 anni ed anche i bunker di cemento devono essere ristrutturati ogni 100 anni. Un’altra alternativa, si legge nel rapporto, consisterebbe nello spedire le scorie nello spazio fino al Sole, anche se c’è il rischio del fallimento del lancio e di un’esplosione del razzo nell’atmosfera terrestre. Depositare le scorie sotto i ghiacci polari non si può a causa di precisi divieti di un trattato internazionale. Allo stesso modo, non è possibile seppellire i fusti sotto i fondali oceanici, soluzione che sembrerebbe sicura, perché esiste una legge che vieta di gettare i rifiuti in mare. Il comitato ha anche pensato all’ipotesi di far fare alle scorie “un viaggio al centro della Terra”, facendole risucchiare dalla crosta terrestre fino al centro del pianeta. La soluzione, sottolineano gli scienziati britannici, è stata già vagliata negli Stati Uniti e in Russia, ma non è praticabile per la conformazione geologica del territorio inglese. Il fatto è che, come è sottolineato nel rapporto, "Cinquant'anni di esperienza hanno dato prova che la ricerca della migliore maniera per amministrare le scorie nucleari è un concetto illusorio”. La Gran Bretagna al momento è ancora “impegnata in un processo il cui successo sarà determinato dall'identificazione di una soluzione 'accettabile' che permetterà al governo di procedere con sicurezza". |