Biancofiore (Ugl): fermare femminicidio

punti apici 04/06/2016
ore 16:20
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AGR“In Basilicata tante le donne che dall’inizio dell’anno sono rimaste vittime della violenza selvaggia dell’uomo. Ancora oggi le stragi di violenza maschile sulla donna vengono codificate dalla cronaca con le parole ‘omicidio passionale’, ‘d’amore’, ‘raptus’, ‘momento di gelosia’, quasi a testimoniare il bisogno di dare una giustificazione a qualcosa che è in realtà mostruoso. Tanto si può fare per contrastare questo terribile e crescente fenomeno radicato nella nostra cultura”.
Lo dichiara la responsabile welfare e pari opportunità dell’Ugl Matera, dott.ssa Freancesca Biancofiore dopo l’intervento della Presidente della Camera, On. Laura Boldrini che nel Palazzo Lanfranchi di Matera, ha partecipato ai lavori della Commissione regionale delle pari opportunità.
Per la sindacalista, “Partendo dall’eredità culturale della donna, in particolare, del ruolo e del valore che nei secoli ha avuto all’interno della società, necessiterebbe  della prevenzione e della lotta contro ogni forma di violenza, fisica e psichica, perpetrata a danno della donna da partner o ex partner dell’evoluzione culturale e normativa italiana e comunitaria. Per l’Ugl necessaria è focalizzare l’attenzione sull’importanza di contrastare o prevenire questi fenomeni di violenza che in gran misura sfociano nell’omicidio, attraverso l’esistenza capillare dei centri antiviolenza per le donne e dall’altra parte con l’istituzione di centri di ascolto e orientamento per gli uomini violenti. Questi centri nel nostro territorio materano sono da creare come scuole dove formazione e informazione devono rappresentare nella nostra Regione, uno speciale strumento di sensibilizzazione verso problematiche che riguardano non soltanto le diverse categorie professionali ma, tutta la società. Giusto soffermarsi sulla questione non solo penale, anche e soprattutto culturale ed è giusto cambiare una mentalità che va avanti da secoli, da millenni. Per eliminare o, almeno, ridurre il drammatico fenomeno della violenza sulle donne, che coinvolge spesso in ambito familiare i minori, servono risorse vere sia per il sostegno e l’assistenza alle vittime che per le Forze dell’ordine. Oltre alle misure repressive, bisogna prevedere dei piani di protezione delle vittime che devono scattare immediatamente dopo che la donna trova il coraggio di denunciare il proprio aggressore. Per l’Ugl è necessario inoltre – ha concluso la responsabile, Biancofiore - anche l’acquisizione di una maggiore consapevolezza nell’opinione pubblica, ad iniziare dalle scuole e dai luoghi di lavoro”.

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