Cna Basilicata su Tares

punti apici 12/02/2013
ore 13:06
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BAS“Non solo l’Imu, arriva anche la nuova tassa sui rifiuti. All’orizzonte – dichiara in una nota la Cna di Basilicata - un nuovo colpo per le imprese e per le famiglie apuane. La tassa è calcolata sulle dimensioni dell’edificio e non sui rifiuti effettivamente prodotti. La Cna, preoccupata, scriverà ai Sindaci.
Dopo la stangata dell’Imu, è in arrivo un nuovo balzello comunale su imprese e famiglie, la Tares, istituito dal decreto “Salva Italia”. Si tratta di un’imposta che nel 2013 – la prima delle quattro rate annuali è prevista ad aprile - andrà a sostituire la vecchia Tarsu e le tariffe rifiuti (Tia), ed ingloberà anche i cosiddetti “servizi indivisibili” (illuminazione pubblica, manutenzione strade ecc.). E fino a qui nulla di strano se non fosse che la Tares, così come pensata, non sarà legata alla produzione dei rifiuti ma alla dimensione dell’edificio che produce quei rifiuti.
“Secondo quanto previsto – spiega Leo Montemurro Segretario regionale Cna - il costo dei rifiuti non sarà legato alla produzione degli stessi, ma alla dimensione dell'edificio, indipendentemente dalla natura e dal volume di rifiuti prodotti. Riteniamo che le utenze pagate dovrebbero essere in rapporto alla reale quantità di rifiuti prodotta e, inoltre, non si può non tener conto ad esempio di quanto già le aziende pagano in proprio per smaltire la stragrande maggioranza dei rifiuti derivanti dai cicli di produzione”.
Inoltre la Tares si arricchirà di una sorta di addizionale, una componente legata ai servizi indivisibili forniti dai Comuni, fissata in 30 centesimi a metro quadrato. I Comuni poi potranno aumentare il contributo fino a 40 centesimi. Era previsto che il pagamento avvenisse in quattro rate annuali (gennaio, aprile, luglio, ottobre). Il primo pagamento è stato fatto slittare a luglio.
Tra le imprese, già vessate dall’Imu, inizia a serpeggiare un diffuso malumore destinato ad allargarsi. “E' uno scenario inaccettabile – conclude Montemurro - soprattutto in una situazione economico-finanziaria sempre più critica. Un ulteriore appesantimento rischia di compromettere la sopravvivenza di tante attività che già si trovano in enormi difficoltà. Non si può chiedere l'impossibile alle aziende, ormai non ce la fanno più. I sindaci devono confrontarsi con le realtà economiche per evitare nuove stangate alle imprese, determinando tariffe omogenee a livello territoriale. Cna auspica l’avvio di un percorso di concertazione con le associazioni".

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