Spi-Cgil: contributo licenziamento colf preoccupa famiglie

punti apici 02/02/2013
ore 16:39
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BAS“Dal 1° gennaio 2013, per effetto della legge Fornero sul mercato del lavoro, per chi licenzia una collaboratrice domestica anche se c’è giusta causa, è previsto un “contributo di licenziamento” fino a 1.451 euro (in caso di interruzione involontaria del rapporto di lavoro). Una somma che il datore di lavoro dovrà versare all’Inps e che si aggiunge al trattamento di fine rapporto e alla quota di tredicesima maturata”.
Lo rende noto lo Spi Cgil di Basilicata aggiungendo che “C'è forte preoccupazione e rabbia nelle famiglie, perché dovranno sostenere un costo aggiuntivo (1.451 euro) nel caso di risoluzione del rapporto di lavoro dell'assistente familiare (badante), colf e baby-sitter”.
“Il pericolo - denuncia lo Spi Cgil - è di minare la condizione economica e finanziaria già precaria di molti pensionati al minimo, spesso non autosufficienti, che già le istituzioni hanno abbandonato al proprio destino, soprattutto nel Mezzogiorno e in Basilicata, dove l’assenza della rete dei servizi alla persona, che lo Stato dovrebbe garantire ad ogni cittadino, rimane ancora una promessa mai mantenuta”.
Il sindacato fa sapere di essere intervenuto “presso il Ministro, per chiedere di modificare un provvedimento che così come è stato impostato rischia solo di ingrossare le fila del lavoro nero e di mettere in enorme difficoltà pensionati e famiglie già pesantemente colpiti dagli effetti della crisi economica”.

bas 08

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