Cia: in Basilicata cala superfice coltivata, aumenta qualità grano

punti apici 02/02/2013
ore 16:01
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BAS“Nel 2013 crollano le superfici a grano duro al Centro Italia, mentre si mantengono pressoché stabili nel Mezzogiorno”.
Lo evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori che ha effettuato una prima indagine sull’andamento della nuova campagna di semina. “In Basilicata – spiega la Cia - dove la superficie complessiva (dati Ismea) è di 103mila ettari, che rappresenta circa il 10% di quella complessiva italiana, si è comunque già registrata una riduzione del 12% di superficie tra il 2011 e il 2012 con un calo di produzione del 10% (la produzione complessiva è di 310mila tonnellate) e una resa (nella media nazionale) di 3 tonnellate ad ettaro. Una tendenza che – riferisce la Cia - si preannuncia positiva sul piano qualitativo, grazie alle buone condizioni climatiche durante la fase di semina e alla resa che da noi è aumentata del 2,2%.
La Cia evidenzia che “nelle intenzioni di semina c’è stato un netto rialzo (pari al più 19,1 per cento) dei terreni lasciati a riposo. E la decisione di non seminare – sostiene la Cia - è dipesa proprio dal fattore costi, soprattutto visto che oggi i prezzi di mercato, caratterizzati da una crescente volatilità, non riescono a compensare gli oneri da fronteggiare”.
La Cia lucana “rivendica l’adozione del Piano cerealicolo regionale in sinergia con il Piano nazionale; una nuova disciplina regionale che favorisca l’aggregazione delle produzioni; un programma di insediamento agro-industriale; un progetto per il potenziamento della ricerca e dell’innovazione e di sostegno all’introduzione di varietà; la piena attuazione dei progetti del marchio a tutela del pane e della pasta “made in Lucania”.

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