Digilio (Fli) su futuro comparto automobilistico

punti apici 12/11/2012
ore 12:43
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BAS“Mentre in Italia si chiudono stabilimenti e si produce all’estero pagando agli operai salari sino ad un terzo inferiori ai nostri ed imponendo orari di lavoro impossibili, la Volkswagen annuncia un programma di assunzioni di giovani ingegneri italiani. E’ un ulteriore schiaffo alle politiche industriali del nostro Paese e nello specifico al settore automotive che, nonostante le recenti buone notizie di Marchionne con la conferma degli investimenti già previsti da Programma Italia, continua a rappresentare il “punto più debole” dell’industria made in Italy”. E’ quanto sostiene il sen. Egidio Digilio, coordinatore regionale di Fli. “Il messaggio che arriva ai giovani laureati della nostra regione – continua – è dunque quello di fare le valigie e tentare la fortuna in Germania come è accaduto per i propri nonni con l’ondata migratoria del dopoguerra. Non possiamo rassegnarci a questo e tanto meno avallare l’idea che le uniche prospettive di lavoro per i giovani laureati disoccupati siano all’estero. Nei giorni scorsi da parte del Governo Regionale è stato detto che la nuova sfida è rappresentata da Basilicata Innovazione caricandola di aspettative non solo per le imprese, che hanno assoluto bisogno di tecnologia e in tanti casi di riconversione produttiva, ma per la formazione e l’occupazione. Siamo in attesa dei risultati”. Per quanto riguarda il comparto dell’auto, Digilio afferma che “una prima risposta alla domanda di lavoro di ingegneri lucani sarebbe dovuta venire, già da tempo, dal Campus Tecnologico” della Fiat sostenuto anche dalla Regione. Il senatore di Fli chiede in proposito di conoscere la posizione della Regione sulle “iniziative che intende svolgere nei confronti di Marchionne e della Fiat”.

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