Province: De Filippo:"Partita ancora aperta, altrimenti reagiremo"

punti apici 11/11/2012
ore 12:07

Il governatore giudica positivamente l'incontro col ministro Patroni Griffi, invita le forze politiche regionali a mobilitarsi con quelle nazionali perché l'emendamento lucano non sia valutato al pari dei tanti localismi. È avverte: "Se non hanno capito la geografia del soprassuolo, gli faremo capire la geografia del sottosuolo"

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AGR"Secondo la mia esperienza e secondo la mia capacità avverto che non tutto è stato perso. Abbiamo tempo per poter riconquistare un obiettivo che è stato deturpato nelle sue grandi possibilità. Le mie capacità interpretative mi fanno cogliere anche nella visita e l'interlocuzione con Patroni Griffi elementi che amplificano il dovere delle istituzioni di continuare con serietà rigore e anche lealtà per il popolo che ci dà forza. In aggiunta dobbiamo avere anche una strategia ulteriore. Con le persone serie non si può scherzare e i lucani sono al primo posto della serietà in questo Paese. Ma,dobbiamo dire che questa serietà non può essere manomessa e non riconosciuta. Se non lo capiscono con le buone lo devono capire con le cattive. Se non hanno capito la geografia del soprassuolo, gli faremo capire la geografia del sottosuolo". Così, facendo riferimento anche al contributo energetico dato dalla Basilicata al Paese, il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, intervenendo alla riunione solenne dei Consigli Provinciali e dei 31 Comuni della Provincia di Matera contro l’ipotesi di riduzione della Basilicata a un'unica Provincia. De Filippo ha indicato motivi di speranza e invitato tutti alla mobilitazione, a partire da quanti rappresentano le Istituzioni. "Le parole dette dal ministro ieri - ha detto - sono significative specie in un momento difficile di una riforma nata su un fuoco concentrico che ha visto più parti accanirsi contro le Province. Su questa onda, il Governo ha costruito un provvedimento dannosissimo per molte parti di Italia, ma specialmente per questo territorio che presenta indici unici, la densità demografica più bassa d'Italia, una grande regione geografica, con da secoli solo 600mila abitanti che hanno diritto ad avere siti adeguati e non essere travolti". De Filippo ha aggiunto che "non è solo una questione di identità, è un problema di storia che già di per se dovrebbe far rabbrividire e ripensare queste iniziative. Dobbiamo spiegare al Governo che se vuole fare una riforma in cui si consuma di meno e si hanno più servizi, basta guardare la cartina geografica e capire che la sola provincia con dieci mila chilometri quadri della Basilicaa non può dare servizi efficienti e portare risparmi". Per far passare questi concetti De Filippo ha invitato le forze politiche a pronunciarsi "specie quelle che sostengono il Governo Monti. Dobbiamo far capire che la Basilicata sta sostenendo che in quella riforma c'è un grande errore. Se le funzioni che il Governo ha attribuito alle Province sono essenzialmente legate al territorio, con queste dimensioni di scala non sono esercitabili. Su questo - ha concluso - dobbiamo nelle prossime ore farci carico di consultare le forze politiche nazionali per evitare che l'emendamento serio della regione Basilicata non sia immesso nel circuito parlamentare in mezzo a centomila localismi, perché se tutto è uguale a tutto, questa battaglia non la vinciamo. Mi è parso che su questo punto anche il ministro ha considerato l'argomento con molta serietà".

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