Sarli (Cisl Fp) su problemi don Uva

punti apici 09/11/2012
ore 11:59
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BAS“Nonostante il Tribunale di Trani ieri non ha decretato il fallimento della Casa Divina Provvidenza, ma ha concesso il concordato preventivo, cresce la drammatica situazione che vivono i lavoratori del Don Uva di Potenza, ai quali va garantito, con immediatezza, mettendoli alla pari dei loro colleghi pugliesi, il pagamento degli stipendi arretrati di agosto, settembre e ottobre, utilizzando, a tale scopo, le risorse derivanti dalla transazione, dell’ammontare di oltre 4 milioni di euro, tra l’Asp e la Casa Divina Provvidenza”.
E’ quanto dichiara il segretario generale regionale della Cisl Funzione Pubblica, Giovanni Sarli.
“Proprio perché – continua Sarli - la situazione non è affatto migliorata, ma potrebbe addirittura peggiorare per le ripercussioni derivanti dai 72 licenziamenti già previsti nel piano di risanamento, la stessa politica regionale lucana deve accrescere il proprio impegno puntando ad adottare provvedimenti risolutivi per dare certezze e prospettive ai lavoratori a ai pazienti. La Cisl intende portare fino in fondo la battaglia per l’autonomia dell’ospedale Don Uva dalla direzione pugliese . Va subito concretizzata l’annunciata possibile soluzione alternativa all’attuale gestione, attraverso il fitto di ramo d’azienda e ricercando, nel contempo, il nuovo soggetto al quale affidare i servizi ora in capo alla Casa Divina Provvidenza di Bisceglie. Intanto martedì prossimo, 13 novembre, la Cisl si aspetta che il Consiglio Regionale approvi la legge che prevede il pagamento diretto, assolutamente in tempi brevi, degli stipendi ai lavoratori, viste le inadempienze sinora perpetrate. E’, questo, un primo importante segnale politico.
La mobilitazione dei lavoratori sarà mantenuta, ed accresciuta, se necessario, e per questo va rivolto anche un appello alla massima unità tra i lavoratori e i sindacati. Inoltre non va interrotto il positivo percorso intrapreso congiuntamente alla Giunta Regionale e all’intero Consiglio Regionale, impegnato all’unanimità, è da riconoscerlo, su una vertenza che vede interessati non solo i lavoratori, ma anche i pazienti, che necessitano della massima considerazione”.

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