Cgil, Cisl e Uil su riordino Province e tutela lavoratori

punti apici 08/11/2012
ore 11:33
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BAS“Per Cgil, Cisl e Uil di Matera è fondamentale che gli effetti dell’accorpamento delle due Province non si scarichino tutti sui cittadini, che avranno meno servizi, e sui lavoratori rispetto ai quali non può determinarsi la perdita di un solo posto di lavoro”.
Lo sostengono in una nota congiunta i tre segretari Taratufolo, Amatulli e Coppola che aggiungono: “Al sindacato preme sapere che fine faranno le funzioni che lo Stato ha riassegnato alle Regioni, perché senza chiarezza sulle funzioni e sui servizi non ci può essere chiarezza neppure su come debba essere gestito tutto il personale (pubblico e privato)”.
“A seguito dell’aggregazione delle due province lucane – sostengono i sindacati - nel nostro territorio risulta una possibile eccedenza pari a 527 lavoratori pubblici a cui bisogna aggiungere altri 400 lavoratori privati (lavoratori addetti alla verifica degli impianti termici, lavoratori VIE BLU, lavoratori progetto IVAM, lavoratori ex Cosin) che fanno, tramite l’APEA, capo alla Provincia di Matera. Quello che purtroppo registriamo in questo periodo è che la politica si attarda su assurde e anacronistiche guerre di campanile, ma è completamente muta sui temi essenziali, quali la salvaguardia dei posti di lavoro e la garanzia che i servizi vengano mantenuti e rafforzati sul territorio. Ciò ci rammarica non poco – aggiungono - poiché sul tema del riordino delle province la politica lucana poteva dare prova di grande senso di responsabilità ma invece ha reso pubblica tutta la sua incapacità. Urge che la politica lucana torni sobria ma soprattutto attenta alle questioni reali: garantire il lavoro, garantire i servizi ma soprattutto avere attenzione per le persone a cui non vanno negati né il lavoro né i servizi pubblici essenziali”.
Infine i sindacati chiedono al presidente della Regione di avviare un confronto con le organizzazioni sindacali e al presidente della Provincia di Matera “che in questa fase di transizione non un solo esubero venga dichiarato dalla Provincia e che non un solo lavoratore, pubblico e privato, venga abbandonato a se stesso”.

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