Legambiente: presentato rapporto “Ecosistema Urbano 2012”

punti apici 02/11/2012
ore 13:20
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BAS

BAS"E’ crisi. Ma la penuria di risorse non è sufficiente a spiegare la brusca e preoccupante battuta d’arresto delle politiche ambientali urbane: prima ancora di quella economica, pare esserci una crisi della capacità di fare buona amministrazione che investe molte, troppe realtà locali. Nell’insieme dei capoluoghi italiani, ad esempio, torna a crescere l’inquinamento atmosferico, la media delle polveri sottili passa da 30 a 32 microgrammi per metro cubo, e sono dieci in più, da 27 si passa a 37, i giorni dell’anno in cui l’ozono scavalca i limiti di legge. Senza contare l’inefficienza energetica e quella del trasporto pubblico, messo sotto pressione dai tagli e incapace di attrarre passeggeri. Non crescono inoltre le isole pedonali, le zone a traffico limitato e le reti ciclabili urbane".
È questa la foto scattata dalla XIX edizione di Ecosistema Urbano, l’annuale ricerca di Legambiente e Ambiente Italia, realizzata con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore, sullo stato di salute ambientale dei capoluoghi di provincia italiani. La Basilicata
Basilicata: nella classifica delle piccole città Potenza si posiziona al 27esimo posto mentre Matera al 25esimo, perdendo entrambi posti rispetto all’edizione precedente che vedeva Potenza al 20esimo posto e Matera al 24esimo.
Per ciò che attiene alla gestione dei rifiuti, - spiega Legambiente -  Potenza migliora ancora di poco, passando dal 22,1% al 23,6 % di raccolta differenziata e rimanendo pertanto ancora nella parte bassa della classifica di settore, con un trand di miglioramento annuale troppo lento per consentire di raggiungere in tempi brevi le percentuali di raccolta differenziata previste dalla normativa che, invece, potrà raggiungere rapidamente se saprà mettere in atto l’accordo sottoscritto con il Conai per l’avvio del sistema di raccolta differenziata “porta a porta”.
Matera si attesta sul 22,5% di raccolta differenziata, perdendo percentuali rispetto allo scorso anno (26%).
Nota dolente per il Comune è la scarsa attenzione nel fornire i dati necessari alla realizzazione del dossier, riprendendo in molti casi quelli della precedente edizione.
Trasporti:  In generale per il capoluogo di regione l’indice di mobilità sostenibile (l’indice da 0 a 100 che misura la capacità delle amministrazioni comunali di attivare un ventaglio di strumenti volti a favorire la mobilità sostenibile) risulta solo di 26.7. Dato drammatico in una città assediata dalle auto, con 71 auto ogni 100 abitanti.
La priorità assoluta - secondo Legambiente -  è quindi trasferire quote significative di mobilità dal mezzo privato al mezzo pubblico, attraverso la realizzazione di serie politiche della mobilità: revisione del piano traffico, deviazione della circolazione di autobus extraurbani. Sono inutili gli interventi sulla mobilità interamente incentrati sull’aumento dell’offerta di infrastrutture viarie e di servizi. L’unico modo per risolvere il problema è ridurre drasticamente il numero di auto in circolazione.
Anche la dispersione idrica presenta delle criticità, con percentuali pari al 55% nella città di Potenza, sebbene sia ragionevole ipotizzare che una percentuale cosi elevata sia imputabile in maniera considerevole ai furti d’acqua e agli allacci abusivi.

"In un quadro non certamente entusiasmante, emergono due dati positivi per Potenza che risulta al secondo posto per la presenza di Pm10 (17,1) e nuovamente al primo tra i piccoli centri per ciò che riguarda l’Indice di Politiche Energetiche che fa riferimento a parametri quali l’introduzione di incentivi economici e norme cogenti sul risparmio energetico e diffusione fonti energia rinnovabile, le procedure di attività libera per l'istallazione di solare termico/fotovoltaico, la presenza di Energy manager, l’acquisto di energia elettrica da fonte rinnovabile,la realizzazione di audit energetici, l’attuazione di attività di risparmio energetico post-audit, la realizzazione di banca dati edifici certificati.
Siamo fiduciosi - conclude la nota di Legambiente Basilicata -  che le Amministrazioni dei due capoluoghi, sappiano finalmente cogliere le indicazioni che vengono dal rapporto e siano in grado di proporre soluzioni che possano permettere alle città di offrire standards migliori ai propri cittadini, per migliorare la qualità ambientale delle nostre città e la qualità della vita dei nostri concittadini. Pensiamo che potentini e materani ne abbiano pienamente diritto".

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