A Rivello, Prima persona discute di partecipazione attiva

punti apici 17/10/2012
ore 18:22
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BASQuali gli strumenti, di partecipazione attiva, di cui il cittadino può servirsi per dare, in prima persona, un decisivo contributo al comune di appartenenza. Di questo e di altri temi di cittadinanza attiva si è discusso a Rivello, in un’iniziativa organizzata dalla coordinatrice del circolo di Prima Persona Rivello, Rosanna Armando, in sinergia con i circoli dell'area sud dell'associazione e il coordinatore regionale di Prima Persona Basilicata Mario Polese”. Lo si apprende in una nota di Prima persona.
“A prendere parte alla discussione il sindaco di Rivello, Antonio Manfredelli e di Nemoli, Antonio Filardi, insieme a cittadini, associazioni, assessori comunali e segretari di partito dell'area sud. Il sindaco Manfredelli – è scritto in una nota - ha sottolineato l'importanza del lavoro delle associazioni sul territorio e del loro impatto positivo in aiuto ad una politica che vive un periodo difficile e di stallo. Il primo cittadino Filardi ha invece evidenziato la situazione difficile che i piccoli comuni attraversano . Tra le cause il patto di stabilità che impedisce alla regione di trasferire fondi necessari a sbloccare regolamenti urbanistici che hanno fermato l'edilizia. La proposta che lancia Filardi e di rinegoziare sul patto di stabilità e differenziando nei tagli i piccoli paesi nell'entroterra lucani da quelli del nord Italia. Tante le proposte lanciate dai cittadini assieme all'assessore alle politiche sociali di Nemoli, Giuseppina Bruzzese e il consigliere comunale di Rivello Cristina Florenzano. Tra queste: potenziare l'ospedale di Lagonegro rendendolo unico nell'area; puntare di più sull'agricoltura e in particolare sul biologico (ed in questo i Piot non hanno risposto in modo efficace alle aspettative del territorio); collegare con degli attrattori l'area sud con il materano; più presenza femminile nelle amministrazioni; infine la richiesta quasi unanime del bilancio partecipato: una forma di partecipazione diretta dei cittadini alla vita della propria città (democrazia diretta) che consiste nell'assegnare una quota di bilancio dell'Ente locale alla gestione diretta dei cittadini, che vengono così messi in grado di interagire e dialogare con le scelte delle Amministrazioni per modificarle a proprio beneficio”.

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