Dimensionamento scolastico, Viti: ripensare scuola-territorio

punti apici 09/10/2012
ore 17:02

Un progetto regionale per la scuola. Uscire dalla logica passiva del dimensionamento per entrare in quella attiva della ricomposizione.

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AGR“Un documento di base da proporre al Consiglio regionale per ripensare la scuola in funzione di connessione e di tenuta al sistema sociale e civile di questa regione”. Rispondendo alle interrogazioni sul piano triennale di dimensionamento scolastico dei consiglieri regionali Pagliuca e Mollica, l’assessore regionale alla Formazione, Vincenzo Viti ha spiegato oggi all’assemblea che in questa proposta da formulare e sottoporre all’approvazione dell’Aula, “si terrà conto di tutti gli utili suggerimenti evitando operazioni, seppure legittime, che perdano di vista il conseguimento dell’unità del sistema scolastico regionale”.  Durante i lavori consiliari, l’Assessore ha avuto modo di illustrare le linee di intervento che il Dipartimento si appresta, anche sulla base di una consultazione avviata e in via di completamento, a sottoporre alla Giunta e al Consiglio regionale.
L’assessore Viti ha innanzitutto richiamato il valore innovativo della delega che fu unanimemente affidata al Governo dal Consiglio regionale in ordine al metodo al quale ispirare le future scelte di dimensionamento scolastico.
“La scuola lucana - ha sostenuto Viti - va ripensata nella sua funzione organica di fertilizzazione e di unificazione dei territori, nonché di connessione fra i destini delle comunità che vi sono insediate. Solo una ricomposizione di funzioni e di indirizzi collegata alla vocazione dei territori, alle risorse di cui dispongono  e alle strutture scolastiche che si sono andate virtuosamente sedimentando, può restituire alla scuola il compito essenziale di cooperare alla coesione sociale, alla qualità civile e alla promozione dei talenti che è nel suo fondamentale statuto”.
“Di qui il lavoro che è ormai prossimo ad una valutazione da parte del Consiglio (peraltro in corso di concertazione con l’Ufficio Scolastico regionale e con le Province, ascoltando gli enti locali e le forze sociali e imprenditoriali) di riprogettazione degli assetti scolastici a partire dalla definizione, area per area, di insiemi complessi che abbiano negli ITS, in altre complementari strutture formative e nella cooperazione fra imprenditoria, realtà associative, enti locali e comprensoriali, i fattori di riaggregazione in grado di ricomporre ciò che le vecchie pratiche dimensionali avevano scomposto, per effetto di logiche meramente ragionieristiche. Logiche in ordine alle quali si è con chiarezza pronunciata la Corte Costituzionale con una recente sentenza che ha riconsegnato alle Regioni la missione ordinatrice alla quale erano e sono chiamate”.
“La risposta alla proliferazione delle pluriclassi, all’emergenza degli omnicomprensivi, all’impoverimento delle risorse didattiche e scientifiche (problema quest’ultimo al quale abbiamo potuto in modo sia pure parziale rimediare attraverso la cooperazione fra Regione e Ministero dell’Istruzione con la dotazione alle scuole di strumenti informatici) non potrebbe che venire dalla ricostruzione e dal rilancio di una scuola capace di riprendere organicamente e significativamente la sua funzione primaria di formare e di stabilire relazioni virtuose con il territorio e con le direttrici di sviluppo che vanno prendendo consistenza”.
“Si procederà a nuove operazioni di dimensionamento del sistema scolastico in quello che è il secondo anno della programmazione triennale?”, si è chiesto l’Assessore Viti. “Non è detto”, ha risposto. “E comunque ogni scelta del genere verrebbe valutata nella sua sostenibilità rispetto al modello che sarà stato apprezzato e votato dal Consiglio regionale”.
Apprezzamenti e disponibilità ad entrare nel merito della proposta che è stata anticipata dall’Assessore sono stati espressi, nelle loro repliche, sia dal capogruppo del Pdl Pagliuca che dal capogruppo dell’Mpa Mollica, non senza qualche sottolineatura circa l’esigenza che nel nuovo progetto sopravviva il buono che finora è stato possibile realizzare con le scelte fin qui compiute dal Consiglio regionale.


idm

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