Bolognetti (Ri): costi della politica? No, costi antidemocrazia

punti apici 07/10/2012
ore 15:51
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BAS

BAS“Vorrei ricordare che i Radicali sono l’unica forza politica che da sempre si batte per affermare l’einaudano diritto a poter conoscere per deliberare. E’ grazie all’iniziativa di una deputata radicale, l’on. Rita Bernardini, se per la prima volta nella storia della Repubblica gli Italiani hanno potuto avere accesso ai dati sulle collaborazioni e le consulenze della Camera dei deputati; ed è grazie ad una analoga iniziativa di Emma Bonino se altrettanto è stato fatto con le consulenze e le collaborazioni del Senato. I soggetti politici radicali pubblicano da sempre i propri bilanci, rendendoli accessibili a chiunque voglia consultarli. Da anni rendiamo nota l’anagrafe dei nostri eletti. Dal 2007 i Radicali portano avanti, unico soggetto politico in Italia, la campagna per l’istituzione dell’anagrafe pubblica delle attività degli eletti e dei nominati”. A dichiararlo Maurizio Bolognetti della direzione Radicali italiani. “Siamo noi quelli che hanno da sempre posto la questione della pubblicità della vita istituzionale, dell'einaudiano "conoscere per deliberare", come elemento fondante di una vera democrazia. In Basilicata, a partire dal 2007, abbiamo chiesto al Consiglio regionale di approvare la proposta di anagrafe degli eletti. Proposta divenuta legge regionale nel novembre 2010. Peccato che dalla proposta originaria fu eliminato il capitolo riguardante la trasparenza sugli appalti e non solo quello. Siamo noi ad aver sollevato la questione della mancata creazione, dopo 15 anni, dell’anagrafe dei siti da bonificare. Siamo noi quelli che hanno proposto la creazione un’anagrafe pubblica della monnezza e di mettere in rete il catasto rifiuti. Siamo noi ad aver fatto esplodere lo scandalo Fenice anche attraverso le reiterate richieste rivolte all’Arpab di mettere in rete tutti i dati dei monitoraggi. Siamo noi quelli dell’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, quelli che negli anni ’90 hanno stravinto un referendum per l’abolizione del proporzionale e quelli che da sempre si battono per avere una legge elettorale uninominale maggioritaria anglosassone, una riforma americana delle nostre istituzioni. Oggi si parla impropriamente di “costi della politica”, mentre dovremmo parlare dei costi dell’antidemocrazia, di uno Stato fuorilegge che non riesce a rispettare la sua propria legalità. Dovremmo parlare della negazione di fatto del diritto di elettorato passivo e a ben vedere anche del diritto di elettorato attivo, che presuppone in una democrazia la possibilità vera di poter conoscere per deliberare. E invece nella nostra “democrazia reale” si consuma ripetutamente, costantemente, un attentato ai diritti civili e politici di un popolo che va tenuto nell’ignoranza. E' comodo urlare e sbraitare contro i “costi della politica”, magari per far credere che il problema lo risolviamo attraverso un taglio netto agli eletti. La verità è che certe soluzioni sono solo la garanzia che questo sistema sia sempre più oligarchico e governato da lobby e potentati. Mi spaventa l’idea di un Consiglio regionale ridotto ad una sorta di consiglio di amministrazione e l’idea di comuni senza consiglieri comunali. Leggo sul sito della Regione che in relazione alle spese di segreteria e rappresentanza sostenute dai consiglieri, la lettura di alcuni documenti sarebbe concessa solo ai giornalisti che ne faranno richiesta, mentre ai comuni mortali si riserva una tabella riassuntiva. Evidentemente il Presidente del Consiglio regionale Folino non ha compreso fino in fondo la ratio che ha ispirato la proposta di anagrafe pubblica delle attività degli eletti e dei nominati. Folino si preoccupi di attuare integralmente e rapidamente la legge n.32/2010, magari integrandola con i commi e gli articoli espulsi due anni fa dalla competente commissione regionale”.

bas 06

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