Cia: allarme cinghiali nel Vulture melfese

punti apici 02/10/2012
ore 13:31
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BASLa Cia, la Confederazione Italiana Agricoltori di Potenza lancia l’ allarme cinghiali nell’area Vulture-Melfese con danni ingenti a colture pregiate e strutture aziendali.
Leonardo Moscaritolo, presidente della Cia territoriale, riferisce di aver raccolto numerose segnalazioni da parte di agricoltori. La preoccupazione  è per la rapida capacità produttiva degli animali che continuano a devastare vigneti e aree ortive. Di qui la richiesta di un piano di pronto intervento da parte delle istituzioni provinciale e regionale sia perché il ricorso a risarcimenti alimenta un contenzioso destinato a pesare sui bilanci di Provincia e Regione e sia perché le misure di risarcimento previste sono irrisorie rispetto alle distruzioni.
Dopo gli ultimi casi nel Vulture-Melfese si torna a sollecitare la Regione Basilicata ed ai Dipartimenti competenti ad “esercitare in tempi rapidi quanto previsto dall’art. 4 della L.R. 2/95, e precisamente l’attuazione e la pianificazione in materia faunistica venatoria”, mediante il coordinamento dei rispettivi piani provinciali  di Potenza e Matera. Per la Cia urge rendere operative, efficaci e incisive le norme in materia e soprattutto gli strumenti vigenti in modo da indirizzare e governare realisticamente pianificazione e progettualità nel campo delle attività faunistica e venatoria in Basilicata. L’esigenza è duplice: da un lato per obblighi e vincoli normativi, dall’altro per le interconnessioni tra attività venatorie ed il nostro territorio, per gli evidenti intrecci in campo ambientale, agronomico e rurale, zootecnico, forestale e vegetale, oltre che turistico e ricettivo.
“Solo se saremo capaci di dotarci di efficaci strumenti di pianificazione -sottolinea il presidente della Cia Moscaritolo - è possibile dar corso ad adeguate politiche, favorire buone soluzioni, attivare utili progetti, valorizzare e promuovere le nostre risorse, tutelare e preservare il nostro ambiente, le risorse presenti, il loro uso consapevole e sostenibile, in modo da favorire una rinnovata coesione, un effettivo governo dei nostri territori e una migliore qualità dello sviluppo in Basilicata.
Il principale problema che emerge dal territorio, riguarda l’esigenza di attivare da parte delle Province d’intesa con i soggetti gestori, di adeguati e proporzionali interventi nelle aree destinate ad oasi di protezione, aree protette oltre che nei parchi. Il Piano deve definire procedure cogenti tesi a dar vita a piani di contenimento degli ungulati in queste aree, che includano le modalità di esercizio dei poteri sostitutivi in caso di inadempienza o mancato rispetto degli obiettivi da parte degli Enti gestori degli Istituti. Altro segmento altrettanto importante riguarda le aree contigue alle aree naturali e protette, considerato che nella nostra regione circa il 25 per cento del territorio è ricompreso in aree protette e sono circa 50 le aree annoverate nel sistema Ue rete natura 2000”.

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