A Muro la Festa dell’Appennino Lucano

punti apici 30/08/2012
ore 17:24
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BAS“Dalla legge sulla montagna alla Politica Agricola Comunitaria sino alle aree rurali con problemi complessivi di sviluppo: sono questi i temi trattati nel corso della presentazione del libro di Gaetano Fierro su “Il futuro della Montagna”, durante la X edizione della festa dell’Appennino lucano a Settacque, in agro di Muro Lucano. Lo si apprende in una nota degli organizzatori. A presentare il volume, oltre all’autore, il sindaco Gerardo Mariani, il presidente della IV Commissione regionale Rocco Vita, i docenti Lucio Attorre e Franco Calabrese e il giornalista Rocco Brancati.
Durante il dibattito nato intorno al libro di Fierro, il sindaco Mariani ha ricordato che “urge una governance virtuosa che metta insieme tutte le istituzioni presenti sul territorio regionale poiché la montagna deve essere il fulcro di un’azione sinergia per lo sviluppo dei territori interni. E’ indispensabile – ha aggiunto - il coordinamento con le politiche nazionali, regionali e con la politica comunitaria. Sono indispensabili gli incentivi alle aziende zootecniche”.
“C’è bisogno della buona programmazione - ha detto Fierro- poiché la montagna con la sua storia rappresenta una valida opportunità per l’affermazione dei settori economici, turistici e culturali. Sapremo cogliere questa opportunità? In riferimento alle politiche agricole comunitarie 2007-2013 dovremmo apprezzare la multifunzionalità del sistema agricoltura che apre agli operatori agricoli nuove opportunità economiche. La multifunzionalità può e potrà favorire iniziative di gestione del territorio, di attività produttive extra agricole e di agricoltura sociale”.
“la questione della montagna – ha ricordato Vita - è un tassello che va affrontato attraverso un approccio strutturale che non può non tenere insieme il tradizionale con le nuove opportunità. Il futuro della montagna è legata ai sindaci: sono loro i veri protagonisti, i custodi di questo patrimonio. La Festa dell’Appennino lucano deve diventare un Osservatorio annuale sulle questioni legate alla Montagna”.
“Noi amministratori abbiamo il compito - ha detto la vice presidente dell’Area programma marmo Melandro, Valeria Russillo - di valorizzare la Montagna e di far sistema con tutti gli attori sociali e le attività produttive”.
Per Lucio Attorre “la montagna si chiama futuro e senza quella, con gli ambientali prodotti, la desertificazione del suolo, le colture transgeniche, gli Ogm, ecc., più che esser spinti nel tempo a venire rischiamo un presente privo di vita. La montagna, infatti, non è solo un topos letterario, una amenità da godere in astratto. E’, invece, un Parnaso sociale ove si produce e si esporta in simbiotica relazione tutto quello che in pianura si richiede. “Il testo è un percorso raffinato che si basa sul concetto di Montagna - ha ricordato Calabrese - ed il viaggio di Fierro diventa un progetto sociale-politico che offre nuove opportunità di sviluppo. Tutta l’opera è un excursus storico su come la montagna è stata considerata dalla gente nel corso degli anni".

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