Incendio a Pisticci, sen. Digilio (Fli): il Governo riferisca

punti apici 29/08/2012
ore 19:19
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BAS“Per l’incendio di Pisticci non basta il riconoscimento dello stato d’emergenza che viene richiesto dall’amministrazione comunale. Il Governo risponda in aula al Senato o in Commissione Ambiente ricostruendo quanto è accaduto, quali azioni di intervento sono state attuate con il coinvolgimento del Dipartimento Protezione Civile e cosa intende fare soprattutto per rafforzare la prevenzione”.
E’ quanto sostiene il sen. Egidio Digilio, coordinatore regionale di Fli, che ha annunciato la richiesta al Ministro Clini e al responsabile del Dipartimento Protezione Civile Gabrieli di un “chiarimento dovuto alle comunità di Pisticci e del Metapontino, dell’intera regione, oltre ad una stima precisa dei danni”. “Non si tratta di mettere in discussione l’intensa, senza risparmio di energie, attività nello spegnimento delle fiamme da parte di tutti gli enti ed organismi e l’impegno di tantissimi volontari quanto piuttosto – aggiunge Digilio – verificare se e cosa non ha funzionato nel rapporto tra sistema di Protezione civile regionale e nazionale. Anche la Regione credo debba interrogarsi per capire cosa non ha funzionato del Piano regionale antincendi che pure sulla carta avrebbe dovuto garantire altri risultati. L’alto numero di incendi e le vastissime superficie boscate distrutte in questa stagione estiva – sostiene il senatore di Fli – non possono essere messi in relazione solo con la particolare condizione climatica e quindi le alte temperature”. Gli attuali strumenti di prevenzione e contrasto sono evidentemente insufficienti, in particolare, per quanto buono sia l’impianto e i criteri ispiratori, la Legge-quadro sugli incendi boschivi non soddisfa le esigenze di efficace deterrenza rispetto agli incendi dolosi a scopo edificatorio. Per questo – continua – proporrò una pdl che rafforzi, inasprendolo, il divieto di costruire nelle aree interessate da incendi, elevandolo a 99 anni, più la revoca delle concessioni già accordate. Occorre inoltre attivare un attento monitoraggio sulle aree interessate da incendi negli anni precedenti, per conoscere – conclude Digilio – l’attuale stato delle zone colpite”.

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