Scuola infanzia, Uil su incidenza rette per famiglie a Potenza

punti apici 29/08/2012
ore 16:25
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BASIl totale del costo di frequenza alla scuola per l’infanzia (asili nido e mensa scolastica nelle scuole materne ed elementari) a Potenza peserà sulle famiglie per l’anno scolastico 2012-2013, mediamente, 418 euro mensili (4.180 euro l’anno), che incideranno per il 13% sul budget netto familiare.
I dati scaturiscono da un’analisi dell’Osservatorio periodico sulla fiscalità locale della Uil Servizio Politiche Territoriali sui costi della scuola per l’infanzia nelle 21 Città Capoluogo di Regione, per l’anno scolastico 2012-2013.
Nel dettaglio, spiega una nota della Uil della Basilicata, per la frequenza di un asilo nido comunale del capoluogo lucano si spenderanno in media 304 euro mensili che equivalgono al 9,5% del reddito familiare, mentre per le mense scolastiche nelle scuole materne ed elementari la retta mensile costerà mediamente 114 euro equivalenti al 3,5% del reddito disponibile, in aumento del 5,3% rispetto a due anni fa.
L’indagine ha preso a campione una famiglia con circa 36.000 euro di stipendio pari ad un reddito Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) di 17.812 €, composta da due lavoratori dipendenti, con due figli a carico.
Secondo i dati, la città di Potenza si colloca al quarto posto della graduatoria del costo più alto per le rette della scuola di infanzia nei 21 capoluoghi di regione, preceduta da Bolzano (478 euro), Aosta (459 euro), Torino (453 euro). La città di Potenza è invece seconda per il costo delle rette delle mense scolastiche preceduta da Torino (116 euro) per soli 2 euro di differenza. Con l’auspicio – sottolinea la Uil – che spending review e tagli statali non costringano il Comune a chiedere alle famiglie ulteriori sacrifici.
L’alto costo delle rette, così come in molti casi gli aumenti tariffari, che sono solo in parte dovuti ai tagli dei trasferimenti agli Enti Locali – evidenzia la Uil - si ripercuotono in maniera piuttosto pesante sulla tenuta del potere di acquisto dei salari. Senza considerare, inoltre, che questo problema, insieme all’ancora non sufficiente diffusione delle rete dei servizi per l’infanzia, soprattutto nel Mezzogiorno, ha delle pesanti ripercussioni dirette ed indirette anche sull’occupazione in generale e, in particolare su quella femminile.
"C’è bisogno – afferma Carmine Vaccaro segretario regionale della Uil - di una maggiore diffusione dei servizi per l’infanzia in tutto il territorio nazionale a iniziare dal Sud dove vanno resi da subito disponibili i 400 milioni di euro di fondi comunitari del Piano per il Sud, oltre a un forte contenimento delle rette e delle tariffe locali in generale, perseguendo una politica di razionalizzazione della spesa pubblica a partire dai costi della politica. Il disagio sociale delle famiglie già fortemente accentuato come dimostra il calo dei consumi – dice Vaccaro – richiede azioni e provvedimenti sia per estendere la platea dei nuclei familiari esonerati per reddito che per aiuti diretti in tariffe agevolate ed indiretti per l’erogazione di servizi essenziali".

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