Uil-Uilm su futuro stabilimento Sata di Melfi

punti apici 24/08/2012
ore 18:19
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BAS“Le notizie diffuse da agenzie di stampa oggi secondo cui il Lingotto starebbe seriamente prendendo in considerazione l’idea di rinviare il lancio della nuova Fiat Punto al 2015 dovrebbero far tremare i polsi a chiunque, come noi, ha a cuore il futuro dello stabilimento di Melfi”. E’ quanto sostengono in una nota congiunta i segretari regionali della Uil Basilicata Carmine Vaccaro e della Uilm Vincenzo Tortorelli. “E’ indispensabile correre ai ripari nonostante il no comment del gruppo automobilistico che intende rinviare qualsiasi decisione sul lancio della nuova Punto contestualmente alla presentazione dei risultati del prossimo trimestre in agenda per la fine di ottobre. Questo atteggiamento – continuano Vaccaro e Tortorelli – significa che i dati allarmanti relativi al calo di vendite rischiano di produrre il secondo rinvio dell’atteso nuovo modello auto di Fiat, che come sostengono da sempre Uil e Uilm, è fondamentale a garantire l’attività produttiva della Sata dopo il 2013 che verrebbe superato grazie al ricorso della cig e di conseguenza a nuove interruzioni della produzione. I rumors su questo ennesimo rinvio non sembrano quindi essere completamente inattesi visto che già alcune mesi fa Marchionne aveva affermato che tra i progetti che sarebbero stato considerati alla luce della crisi del mercato auto c’era proprio quello relativo alla nuova Punto. Noi – dicono i segretari di Uil e Uilm – non siamo disposti ad attendere a braccia conserte annunci da Marchionne ed anzi pensiamo che bisogna prepararsi per tempo ad affrontare la situazione già con la ripresa autunnale. Questo per noi significa che, se non vogliamo cancellare la presenza dell’industria automobilistica in Basilicata, ogni ipotesi va perseguita, per assemblare modelli Fiat in produzione, compresa l’ipotesi del “fitto” dello stabilimento di San Nicola di Melfi con possibili joint venture tra case automobilistiche, per assemblare altri marchi e modelli. La collocazione strategica della Sata, l’alta professionalità dei lavoratori, la tecnologia della fabbrica integrata – sottolineano Vaccaro e Tortorelli – ne fanno un avamposto industriale per l’area del Mediterraneo e per i vecchi e i nuovi mercati dell’auto. Chi ha responsabilità deve perciò esercitarla fino in fondo perché in gioco con il destino dell’automotive c’è la cancellazione della Basilicata dalla carta dell’industria italiana con la conseguenza di un colpo dalle conseguenze ancora inimmaginabili sul tessuto sociale della regione. Per Uil e Uilm, poiché non ci si può accontentare dell’annuncio del Ministro Fornero che finalmente si è convinta ad incontrare Marchionne sul futuro dei siti produttivi italiani della Fiat, non ci possono essere né sciamani né titolari di verità assolute ma più semplicemente sostenitori convinti che dobbiamo affrontare, ben attrezzati con idee, progetti ed iniziative, una battaglia decisiva dalla quale nessuno può tirarsi indietro”.    

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