Crisi economica, nota di Digilio (Alleanza per l’Italia)

punti apici 24/08/2012
ore 13:15
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BAS“Fiducioso ma con l’incredulità che si fa saggezza dall’esperienza dei tanti annunci che spesso si sono tradotti in catastrofi per i cittadini, da che Monti ventila fantomatici e disparati successi, mi chiedo in fondo a quale tunnel egli veda la luce”. Lo sostiene il segretario provinciale di Alleanza per l’Italia, Giuseppe Digilio, che in una nota ricorda come “dal meeting di Cl, illuminato certamente dall’ambiente sacro e dall’imponente cohortes praetoriae schierata dai seguaci di Giussani, Monti e Passera prefigurano uno scenario roseo per il futuro dell’Italia a partire (guarda caso) dal 2013. Anche moody’s che appena un mese fa aveva ipotizzato per l’Italia una serie di downgrade definendo spazzatura il rating italiano, oggi ci ripensa e, addirittura, a condizioni invariate rispetto a un mese fa, guarda con fiducia alla ripresa. Non avranno deciso loro già il nome del prossimo presidente del consiglio? Il dubbio sorge spontaneo".
"Del resto, per quanto mi riguarda – continua Digilio - sarà per la posizione geografica, per la distanza; sarà che noi lucani partiamo da una posizione infelice, giacche siamo diventati la regione più povera d’Italia - nonostante le risorse presenti - ma quello che s’intravede, al di là del tunnel, dal mio punto di vista, è tutt’altro che luce. Se guardo ai dati economici regionali, l’indice di recessione ha superato abbondantemente il 6,50% (meno). Il peggiore che in tutte le altre regioni d’Italia. Le banche lucane hanno smesso da anni di sottoscrivere mutui. Le richieste d’inizio attività sono minime e assolutamente inferiori a quelle di cessazione, quasi triple. Il tasso di disoccupazione sale a dismisura così come lo spopolamento di molte aree interne. L’agricoltura è al totale fallimento, l’ambiente è più degradato che tutelato da politiche di difesa e rilancio inesistenti, l’industrializzazione è ferma al tempo dei contributi ‘prendi e scappa’, l’industria del turismo è abbandonata alla capacità propulsiva e al coraggio dei volontari che animano il settore con risorse minime e d’emergenza. Le coste Joniche ridotte da anni d’inadeguate misure di salvaguardia, a strisce di sabbia e, quelle Marateote, aggredite da cemento selvaggio, praticamente svendute alle lobby dei costruttori. Non ultimo – aggiunge il segretario dell’Api - l’amara consapevolezza di essere l’unica regione d’Italia privata di qualsiasi sistema di viabilità sostenibile, ferroviario o agevolata, costretta per gli spostamenti, al trasporto su gomma. Circostanza quest’ultima che suggerirebbe di praticare un costo inferiore del carburante erogato, rispetto a quello praticato in altre regioni d’Italia. Ma, per noi lucani è esattamente vero il contrario. In Basilicata, è applicato il costo più alto rispetto a quello delle altre regioni d’Italia, nonostante il numero di barili all’anno di petrolio offerto al progresso (numero di barili di cui non si conosce, tra l’altro, il numero esatto)”.
Conclude Digilio: “Qual è, dunque, la luce in fondo al tunnel che vedrebbero i cittadini lucani. Non sarà mica quella del fragile lumicino cui si è ridotta la speranza che la politica trovi la strada alla soluzione alla crisi che sta devastando le famiglie? Ritengo, per concludere che, se le classi dirigenti lucane, attraverso opportune e appropriate scelte politiche, non alimentano in tempi brevi quella luce di speranza che i cittadini hanno il diritto di vedere in fondo al tunnel, non saranno più ritenuti utili per nessuno scopo e il rischio maggiore per tutti, è quello che il massimalismo, il populismo di bassa fattura e l’anti politica, prevalga sulle scelte di non voto. Questo, rappresenterebbe un danno alla beffa per i cittadini perché sancirebbe, di fatto, l’inizio della fine della democrazia partecipata”.

bas 07

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