Lavoro, Cgil Mt su chiusura Pcma di Pisticci scalo

punti apici 07/08/2012
ore 18:20
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BAS“La Fiat licenzia in Basilicata 82 lavoratori, chiude uno stabilimento a  Pisticci Scalo, il tutto con l'avvallo dei sindacati, scelti dall’azienda per potere con essa trattare, escludendo le istituzioni locali e regionali nonché la Cgil rispetto alla quale l’azienda ha posto pesanti e inaccettabili pregiudiziali”.
E’ quanto si legge in un comunicato della Cgil.
“La trattativa verteva sulla decisione aziendale di chiudere uno stabilimento e non sul rinnovo di contratti integrativi o premi di risultato. Di fronte alla soppressione di 82 posti di lavoro nel nostro territorio, devastato da crisi del lavoro e dell’economia industriale, si è consentito all’azienda di potere trattare senza la presenza della Regione e delle parti sociali, escludendo di fatto la Cgil, ma anche le confederazioni Cisl e Uil. Una trattativa blindata, tenutasi nella sede di un albergo protetto da guardie giurate Fiat, che è uscita fuori dai canoni usuali, non coinvolgendo la Regione e il Mise. L'incredibile gestione della vicenda della chiusura dello storico  stabilimento della Pcma, già Ergom, del gruppo Fiat, mette a nudo, nella sua  drammatica realtà', tutte le conseguenze deleterie causate dall’estromissione
della presenza della Cgil in Fiat e quanto disastro sociale e stravolgimento dell’abc sindacale e della tutela minima da garantire alle persone determina il tanto “esaltato” criterio del sindacato
rappresentato dalla sola Rsa, quella però ammessa ai tavoli per sola volontà aziendale.Un paradosso come quello consumatosi per la gestione di tale vertenza non si era mai verificato nella cinquantennale storia industriale e  sindacale della Valbasento, caratterizzata da forte unità sindacale e da confronto unitario su tematiche di insediamento e di crisi industriale. Mai accaduto che il sindacato rifiutasse qualsiasi forma di confronto istituzionale (ministero, regione, provincia, prefettura) e che, schiacciato su posizioni prettamente aziendaliste, sottoscrivesse, senza avvertire l’esigenza di tentare altre strade (quale appunto il coinvolgimento delle Istituzioni da chiamare a responsabilità su temi così delicati), accordo di chiusura accollandosi la responsabilità, a cuor leggero, di ben 82 posti di lavoro persi. La Cgil vigilerà affinché non venga esclusa dai tavoli regionali dove si dovrà sottoscrivere l’accordo di Cassa Integrazione Straordinaria per Cessazione di Attività”.

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