Fiom-Cgil Basilicata su futuro Fiat Melfi

punti apici 09/07/2012
ore 18:45
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“Si è svolta oggi la riunione presso la Fiom di Potenza dei delegati Fiat Sata e Indotto per discutere della situazione produttiva e occupazionale e delle condizioni di lavoro all’interno degli stabilimenti”. È quanto si legge in un comunicato dei delegati Fiom Cgil di Basilicata.
“Dopo le ultime dichiarazioni dell’ad della Fiat sulla chiusura di un altro stabilimento in Italia e del rinvio del nuovo modello per la Sata di Melfi con il taglio di ulteriori 500 milioni di euro d’investimento, la Fiom e i delegati esprimono forte preoccupazione per il futuro del polo industriale di San Nicola di Melfi. Tra l’altro è di queste ore l’annuncio della chiusura dello stabilimento dell’Indotto Fiat Magneti Marelli (Ex-Ergom di Pisticci). Appare ormai chiaro – si legge -  che l’accordo separato del dicembre 2011 (Ccsl- Fabbrica Italia) non ha prodotto nessun impegno per un Piano Industriale che rilanci il settore dell’automotive in Italia, bensì un ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro e dei diritti dei lavoratori.
La Fiom –Cgil di Basilicata e i delegati ritengono urgente e non più rinviabile una discussione vera, con il coinvolgimento delle istituzioni regionali  e nazionali, sulle politiche industriali del settore dell’automotive, come stanno facendo i Governi europei (Francia, Germania, ecc.) per impedire la perdita di un settore strategico (che vale circa l’11 per cento del Pil nazionale) e che interessa migliaia di posti di lavoro in tutta la filiera. In attesa di risposte da parte del Governo nazionale, che continua ad ignorare la crisi del settore automotive e delle pesanti ripercussioni sul salario dei lavoratori, è necessario e urgente che almeno le istituzioni Regionali convochino la Fiat e le aziende dell’Indotto ad un tavolo per chiedere quali siano le prospettive produttive e occupazionali per Melfi, mettendo in campo tutti gli strumenti per favorire politiche industriali, anche con la collaborazione delle Università al fine di favorire la ricerca in previsione delle nuove tendenze del mercato e per costruire  modelli per una mobilità ecocompatibile (ad esempio le auto ecologiche)”.


bas 06

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