Digilio (Fli) su futuro Fiat di Melfi

punti apici 09/07/2012
ore 16:16
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BAS“E’ ora di mettere fine allo stillicidio di notizie, indiscrezioni, annunci, interpretazioni, anticipazioni, scoop di giornali sul futuro dello stabilimento di Melfi della Fiat e peggio ancora, come fa oggi La Repubblica, tentativi, più o meno ispirati, di contrapposizioni tra Melfi e Mirafiori Torino”. A sostenerlo è il coordinatore regionale di Fli sen. Egidio Digilio per il quale “c’è un solo modo da parte dell’a.d. Fiat Marchionne per troncare di netto le illazioni giornalistiche e di ambienti borsistici e finanziari: rilanciare il ruolo produttivo della Sata, attraverso il secondo modello più volte promesso e accelerando la realizzazione del Campus Tecnologico sempre a San Nicola di Melfi. Se infatti la forte crisi del settore auto, dovuta al calo sempre più netto di vendite, &e grave; una realtà sulla quale riflettere perché potrebbe portare alla chiusura di uno dei cinque stabilimenti italiani di Fiat, come ripete un giorno sì ed uno no Marchionne, si tratta di capire quale strategia seguire oltre a quella nettamente chiara dell’internazionalizzazione del gruppo automobilistico italiano che ha goduto per decenni di aiuti di Stato e di agevolazioni di ogni natura. L’a.d. Fiat nel tentativo di giustificare la fuga dal Paese continua a ripetere che “ il problema scompare se si riesce a indirizzare la capacità produttiva verso l´America ma abbiamo bisogno di tranquillità per produrre in Italia“. A parte che non capisco di quale tranquillità parli dopo che ha avuto mani libere in materia di contatti – dice Digilio – è arcinoto che attualmente nessuno stabilimento italiano produce per il mercato Usa e pertanto l’affermazione sembra l’ennesimo tentativo di allontanare l’attenzione dai problemi veri e soprattutto dalle responsabilità aziendali della Fiat. Non va sottaciuto che proprio nei giorni scorsi già Iveco, controllata da Fiat Industrial, aveva comunicato la chiusura di 5 impianti in Europa entro la fine dell’anno. D’altronde il mercato auto ha registr ato a giugno un calo del 24,4% rispetto allo stesso mese del 2011, e se viene mantenuto lo stesso trend dei risultati dei primi sei mesi del 2012, si prevedono immatricolazioni per l´intero 2012 pari a 1.403.000 unità, ovvero sui livelli minimi degli ultimi 33 anni”.
Per Digilio “a livello politico ed istituzionale non possiamo più attendere le mosse di Marchionne. E’ da tempo che si chiede al Governatore De Filippo di “battere un colpo”, di farsi sentire, con un’iniziativa unitaria di tutti i Governatori delle Regioni in cui sono localizzati impianti Fiat e dell’indotto. Si deve incalzare il Gruppo automobilistico, costruire le alleanze più efficaci, fare in modo che il Centro Tecnologico a Melfi apra prima possibile per tenere Fiat con due piedi a San Nicola di Melfi. Non vorremmo che a furia di gridare a lupo poi alla fine il lupo arrivi veramente”.

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