Cia, Conferenza Rio: ruolo agricoltura per sviluppo sostenibile

punti apici 17/06/2012
ore 10:54
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BAS“Piu' agricoltura non solo per sfamare il mondo, ma anche per uno sviluppo realmente sostenibile. Oggi gli agricoltori si mettono sempre più in gioco nelle sfide urgenti che il nostro Pianeta deve affrontare, modificando la propria condotta in chiave eco-compatibile". Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Donato Distefano, in vista della Conferenza Onu Rio+20 sullo Sviluppo sostenibile che si terrà a Rio de Janeiro dal 20 al 22 giugno prossimi.
"Un incontro per porre all'attenzione dei governi l'esigenza di uno sviluppo possibile del nostro Pianeta. Come mondo agricolo vogliamo essere reali protagonisti. La nostra Confederazione si è impegnata alla realizzazione di un programma preciso che prevede il raggiungimento di obiettivi importanti: la riduzione del 15 per cento del consumo di acqua, del 20 per cento dell'impiego di fitofarmaci, del 15 per cento delle lavorazioni superficiali dei terreni e, contemporaneamente, l'aumento del 25 per cento della produzione di biomasse, del 10 per cento del biologico, del 3 per cento dei rimboschimenti. L'impegno della Cia è, dunque, concreto a favore dei temi ambientali e lo portiamo avanti da tempo, coinvolgendo un numero sempre maggiore di agricoltori. Si tratta – evidenzia Distefano – di temi che hanno una specificità in Basilicata per la presenza delle attività petrolifere e di continue aggressioni alla terra, dalle discariche abusive disseminate, alla vicenda Fenice, all’eccessiva cementificazione. In questi abbiamo sostenuto progetti tesi alla riduzione delle emissioni in azienda o alla loro compensazione. L'agricoltura, e soprattutto la zootecnia, vengono spesso chiamate in causa come produttrici di gas serra (azotati e metano). Anche per questo sollecitiamo un valido programma di rimboschimento e un diverso approccio nell'allevamento del bestiame. Per l'autosufficienza energetica in azienda la Cia ha promosso in particolare il riutilizzo degli scarti agroforestali in chiave di energia verde. La Cia - ha rilevato Distefano - crede molto nella produzione di biomasse. Dagli scarti di agricoltura e d'allevamento, infatti, si ricavano ogni anno 20 milioni di tonnellate di biomasse legnose destinate alla produzione di energia termica o elettrica a impatto zero. La correzione in chiave ambientale dei consumi delle imprese agricole -ha concluso il presidente della Cia- prevede l'utilizzo di soluzioni per l'irrigazione che favoriscano il risparmio idrico, come gli impianti a goccia o la produzione di specie idro-resistenti".

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