On. Meloni (Pdl) su vicenda targa Ramelli-villa Tolve

punti apici 03/05/2012
ore 12:26
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BAS"La cancellazione della dedica a Sergio Ramelli di una villa comunale di Tolve è un gravissimo oltraggio alla memoria di un giovane la cui vicenda tragica viene rinnovata nella sua efferatezza da questo gesto, incredibilmente perpetrato da un’istituzione". Lo ha dichiarato l'onorevole Giorgia Meloni, deputato Pdl e presidente Giovane Italia . "La sua storia - ha aggiunto Meloni in riferimento a Ramelli - è il paradigma del dolore provocato per decenni in Italia dal furore dell’odio ideologico e quanto accaduto oggi ha il sapore amaro di una nuova ferita mortale inferta a Sergio. Era stato vergognosamente oltraggiato dal Consiglio Comunale di Milano che esultò alla notizia della sua morte sopraggiunta dopo una lunga agonia; ora il suo ricordo viene calpestato per motivi decisamente oscuri. A mio parere - sostiene il deputato - questo gesto inconsulto ha svilito anche la nobiltà di una ricorrenza come il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Vorrei infatti ricordare agli amministratori di Tolve che furono proprio i giovani a realizzare il sogno unitario e umiliare il martirio di un diciottenne contemporaneo è il modo migliore per oltraggiare anche coloro che furono protagonisti dell’epopea risorgimentale. Stento a credere che gli edifici pubblici e la toponomastica di Tolve non fossero in grado di ospitare degnamente l’intitolazione all’anniversario dell’Unità d’Italia ma lacerare la memoria di Sergio Ramelli e di tutte le vittime del terrorismo, strappando la targa con il suo nome apponendone un’altra, è un atto vile che ferisce profondamente la coscienza di una comunità. Scommetto che tra coloro che compiono certi gesti c’è anche chi denuncia il disamore dei giovani verso la politica: ci spieghino costoro se intendono coinvolgere le nuove generazioni con atti come la cancellazione del nome di Ramelli, un giovanissimo martire ucciso perché credeva che la missione della politica fosse servire la propria comunità. Stiamo vivendo il tempo dell’antipolitica, dell’insulto tout-court per chiunque ricopra un incarico o semplicemente militi in un partito. Da sempre - ha concluso Meloni - sostengo che la politica rimane una delle più nobili forme di impegno civile e che spesso si fa l’errore di confondere i politici con la politica: questa vicenda ne è la conferma perché chi si assume l’onere di guidare la comunità non può commettere l’errore di calpestarne la storia".

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