Apprendistato, le principali novità introdotte dal Protocollo

punti apici 25/04/2012
ore 12:34

I primi provvedimenti attuativi del Testo unico dell’apprendistato disegnano tre nuove categorie

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AGR

AGRL’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale è rivolto a giovani in obbligo formativo in età compresa tra 15 e 18 anni e a giovani con più di 18 anni senza qualifica e in possesso del diploma di licenza media. Si tratta anche di un’opportunità per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione che assicura agli apprendisti i curricula previsti dai percorsi di istruzione e formazione professionale. Tale processo lega quindi il dovere di istruzione al mondo del lavoro, al fine di ridurre la dispersione scolastica. La durata dei percorsi è di almeno 990 ore è allineata all’offerta nazionale e regionale di Istruzione e Formazione Professionale. L’azienda per poter erogare la formazione interna deve ottenere il riconoscimento della capacità formativa. I percorsi formativi aziendali degli apprendisti possono essere finanziati per il tramite dei fondi paritetici interprofessionali.
L’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere è un percorso di formazione, che può essere interno o esterno all’azienda. E’ finalizzato all’acquisizione di competenze di base e trasversali. Ha una durata di 40 ore all’anno per tre anni, per un totale di 120 ore. L’azienda, per poter erogare la formazione interna, deve ottenere il riconoscimento della capacità formativa. La formazione esterna all’azienda è erogata dagli Organismi di Formazione accreditati dalla Regione Basilicata. La Regione, d’intesa con le parti sociali e datoriali, definisce le modalità per il riconoscimento della qualifica di maestro artigiano o di mestiere.
L’apprendistato di alta formazione è finalizzato al compimento di attività di ricerca, per l’acquisizione di un diploma di istruzione secondaria superiore, di titoli di studio universitari e della alta formazione, attraverso la stipula di intese con le università, gli Istituti Tecnici e Professionali e le Istituzioni formative o di ricerca in possesso di riconoscimento istituzionale con rilevanza nazionale o regionale, con le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro. Questi i titoli di studio e le opportunità che potranno essere messe in campo: diploma di istruzione secondaria superiore; laurea triennale; laurea magistrale; master universitari post laurea di I e II livello o corsi universitari di alta formazione scientifica o professionale; dottorati di ricerca; specializzazione tecnica superiore; attività di ricerca; praticantato per l'accesso alle professioni ordinistiche. Prevista anche l’attuazione di piani formativi individuali coerenti con il profilo formativo di riferimento.

fio

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