Vaccaro (Uil): over50enni non sono persone da rottamare

punti apici 06/04/2012
ore 12:40
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“Un maggiore impegno del sindacato a tutela dei cinquantenni espulsi dai processi produttivi a causa della crisi perché non sono persone da rottamare”: è la sollecitazione del segretario regionale della Uil lucana Carmine Vaccaro, per il quale “già a 45 anni un lavoratore avverte un peso, una pressione e si sente spesso un esubero da buttare. Due fenomeni agiscono contemporaneamente e in modo contraddittorio nel nostro Paese: il mantenimento sul luogo di lavoro degli over 60, dovuto alla recente riforma delle pensioni e la rottamazione degli over 50, che ha portato alla creazione di un esercito di riserva avanti con gli anni. Per questo – aggiunge - è importante che anche una parte delle risorse, di cui il governo annuncia lo stanziamento, possa essere destinata a quello che per noi sarà il vero disagio sociale dei prossimi anni: cioè lavoratori ultracinquantenni che, venendo da aziende in difficoltà o addirittura in chiusura, con la riforma pensionistica vedono il traguardo della pensione molto lontano.
Una prima risposta a questo dramma sociale ed umano che coinvolge in Basilicata alcune migliaia di persone è rappresentato dal contratto di inserimento, previsto dal decreto legislativo 276/2003 che mira a inserire (o reinserire) nel mercato del lavoro alcune categorie: persone tra 18 e 29 anni; disoccupati di lunga durata tra 29 e 32 anni; lavoratori con più di 50 anni privi del posto di lavoro; lavoratori che intendono riprendere un'attività e che non hanno lavorato per almeno due anni; donne che risiedono in aree con basso tasso di occupazione femminile.

Il nostro tessuto produttivo – aggiunge il segretario della Uil - è costituito al 90% da piccole e medie imprese con meno di 15 addetti. Queste realtà sono flagellate dal vento gelido della crisi, e proprio questi lavoratori si trovano spesso esposti a situazioni molto difficili. Tra calo del lavoro, imprese che chiudono e pensioni spostate sempre più in avanti, tanti ultra cinquantenni oggi sono in grossa difficoltà. Parliamo di persone che con onestà, lealtà e sacrifici hanno contribuito a fare le fortune del nostro territorio. La Regione non può e non deve voltare loro le spalle”.

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