Pepe (Cgil) su riforma lavoro e art. 18

punti apici 23/03/2012
ore 16:53
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BAS"La trattativa su mercato del lavoro e ammortizzatori sociali ha assunto sempre più nel metodo e nel merito una svolta regressiva delle relazioni sociali del nostro paese. Si è approdati ad una vera e propria controriforma dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, viene manomesso il fulcro della costituzione del lavoro e dei diritti, quale tratto fondante di civiltà e di difesa del contraente debole nel rapporto di lavoro". Lo dichiara Antonio Pepe, dirigente regionale della Cgil.

"Non si era mai visto che in un negoziato col Governo, che è andato avanti per giorni, - prosegue -  i testi dei documenti su cui si discute non vengano consegnati alle parti sociali presenti al tavolo.
Si è svelato, nella sua interezza, il disegno strategico del Governo Tecnico che registra il sostegno tripartito di larga maggioranza nel Parlamento.
Governo che, sin dalla sua nascita, è stato salutato positivamente e gode di ampia fiducia dei cittadini perché ostenta autonomia dalle stesse forze che lo sostengono, ma in modo particolare perché doveva portare fuori dalla crisi il Paese e salvare l’Italia, non solo le banche e la finanza.
Siamo tutti consapevoli che le sole misure di carattere finanziario sul debito pubblico rischiano di farci avvitare dentro una spirale nella quale a pagare un prezzo altissimo saranno le fasce più deboli: pensionati, lavoratori e giovani, peggiorando irreversibilmente le condizioni di vita materiale delle persone.
Siamo ancora in (trepidante) attesa di conoscere le misure sulla crescita qualitativa e quantitativa, quelle riguardanti lo sviluppo industriale, quelle sulla ricerca e l’innovazione.
Lo smantellamento dei diritti sociali, a partire dal cambiamento repentino del sistema pensionistico, che ha lasciato senza reddito centinaia di migliaia di persone interessate da accordi di esodo. Scaduti gli ammortizzatori sociali (la mobilità), questi avrebbero potuto accedere al pensionamento ed oggi, grazie a quegli interventi, non possono più farlo; la manomissione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Sono queste le eccezionali riforme operative del Governo Tecnico?".

Secondo Pepe "il sindacato confederale, in primo luogo, avrebbe dovuto assumere una posizione unitaria forte e determinata nella difesa della integrità dell’articolo 18 legge 300/70, mi auguro che nelle prossime ore si possa riprendere un lavoro comune anche sulla spinta di una mobilitazione spontanea che cresce tra i lavoratori.
La risposta della CGIL è inequivoca ed ha fatto bene il direttivo nazionale a dichiarare la mobilitazione con 16 ore di sciopero".

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