Provincia Pz, Prinzi (Idv) su aree programma

punti apici 14/03/2012
ore 11:09
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BAS“Parole sante quelle del procuratore regionale della Corte dei Conti Michele Oricchio sulle Aree Programma e sui compiti attribuiti e da attribuire alle Province, fino a quando esistono”. E’ il commento di Vittorio Prinzi (IdV), aggiungendo che “la riflessione per la politica e le istituzioni, dopo la “lezione” di governance e democrazia che ci è venuta dal dr. Oricchio è d’obbligo, soprattutto a seguito del richiamo alla “questione morale” perché “è procedendo di questo passo che – sono parole del Procuratore - negli ultimi anni anche in Basilicata si è venuto formando un sistema politico-istituzionale complesso, costoso e di non facile decifrazione, in cui trova fertile terreno di coltura il virus del malgoverno”.
“Guai se la politica voltasse la faccia dall’altra parte, ignorasse questo richiamo o delegasse alla magistratura contabile ed ordinaria compiti, ruoli e funzioni proprie, specie se il richiamo è alla moralità ed eticità dei comportamenti in politica.  Per quanto mi riguarda – dice il dirigente di IdV -  le considerazioni del Procuratore della Corte dei Conti sfondano una porta aperta. La penso allo stesso modo e voglio ribadirlo, fino a quando le Province non saranno soppresse,  non devono essere condannate come capro espiatorio di tutti gli sprechi e i costi della politica (i fatti e le cifre, come è noto, dicono ben altro), così oggi non possono e non devono costituire una palla al piede, a ben vedere,  pur meno pesante di tante altre, per una riforma costituzionale che tenda ad uno Stato più efficiente e meno costoso e persegua un riassetto istituzionale ed amministrativo delle autonomie locali”.
“Ribadisco, per evitare fraintendimenti, che non è in alcun modo in discussione la posizione a favore della soppressione delle Province che ha trovato, come più importante iniziativa di IdV, la raccolta di firme a sostegno di un referendum popolare. Ritengo, però, che si debba rifuggire il dibattito formale (Province sì, Province no), tanto più in questo momento il discorso cade a pennello in una regione come la nostra, che finalmente ha aperto un confronto, da condurre speriamo a termine in breve tempo, per definire il proprio Statuto, il quale non può non essere particolarmente attento nel considerare l’importanza e il ruolo degli organi di governo democratico del territorio. E ciò in una visione legata alla specificità regionale, la quale proprio per le sue caratteristiche, geografiche e demografiche, ha bisogno di strumenti di coesione e di pochi centri di spesa, proprio per evitare sprechi e dispersione di risorse. Quindi, come ci invita a fare sempre il Procuratore della Corte dei Conti – dice Prinzi - occorre prevedere l’abolizione (se mai prima ancora di quella delle Province) di enti veramente inutili e costosi, la sovrapposizione di funzioni, con un sicuro ritorno anche in termini di sburocratizzazione, a tutto vantaggio dei cittadini, l’attribuzione puntuale ed organica delle funzioni e competenze a ciascun ente locale. In tutto questo non andrebbe sottovalutata l’ipotesi di un unico ente intermedio tra Regione e Comuni, e, sia ben chiaro, con organo di rappresentanza e di governo eletto dai cittadini”.
“In un momento in cui tutti danno addosso alla politica e ai politici (a torto o a ragione), dobbiamo avere il coraggio di difendere la partecipazione democratica e non confondere i costi della politica, certamente da ridurre, con i costi della democrazia, che regolati e contenuti il più possibile, vanno difesi e sostenuti da una società civile e democratica. Per tutti questi motivi – conclude Prinzi – auspico che la sferzata del dr. Oricchio serva a scuotere la politica provinciale e regionale intorno all’interrogativo: chi si potrà occupare dei problemi del territorio o meglio dei territori, senza adeguate rappresentanze locali, data la specificità e l’estensione della nostra Regione? Lo potranno fare, forse, le Aree di programma? Attenzione, dunque, il problema delle Province non è solo né un problema di costituzionalità, né tanto meno un problema di costi. Si tratta del futuro stesso della democrazia e del governo del territorio!”

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