Latronico (Pdl): la politica non può stare tranquilla

punti apici 25/02/2012
ore 15:08
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BAS“In un momento in cui la politica soffre un giudizio alquanto negativo anche a ragione delle diseguaglianze e dei bisogni che crescono nella nostra società, abbiamo il dovere di richiamarci ad un impegno e ad una testimonianza autentica. Abbiamo il dovere di sconfiggere il qualunquismo e il pessimismo investendo sulle nostre risorse che possono trasformare la crisi stessa in una opportunità di ripresa e di rilancio.
Il Popolo della libertà nel solco della tradizione del popolarismo europeo non può che essere questo strumento che interprete a le aspettativa di libertà, di autonomia, che sempre si rinnovano nella società. Non dobbiamo temere di affrontare il tema delle riforme nel nostro Paese, come abbiamo iniziato a fare dall'inizio della legislatura per sconfiggere chiusure e rendite ed aprire nuove opportunità per coloro che sono esclusi a partire dai giovani”. Lo ha dichiarato il senatore del Pdl, Cosimo Latronico, coordinatore provinciale di Matera del partito, nel corso del primo congresso provinciale del Pdl, in corso a Matera. “La politica non può stare tranquilla, sperimenta il suo fallimento se non e' in grado di creare le condizioni affinché le dinamiche produttive ed inclusive che oggi si sono francamente ossidate si rimettano in moto. E' questa la ragione di fondo che ci ha portato a sostenere il governo Monti pur avendo un mandato popolare che ci legittimava al governo del Paese ed una consistente rappresentanza parlamentare pur se ridimensionata.
L'avvertenza che l'urgenza di uno slancio riformatore, aggravato dai morsi della crisi finanziaria che ha messo a dura prova tutte l'economia del mondo occidentale, non si poteva rinviare e che aveva bisogno di un vasto consenso sociale e parlamentare.
Abbiamo sacrificato interessi di partito sull'altare del supremo interesse nazionale ed abbiamo fatto bene. Ora dobbiamo continuare a far valere la nostra forza politico parlamentare per garantire che alle politiche di risanamento dei conti pubblici perseguite ed ottenute dal governo Berlusconi, proseguano azioni tese alla crescita dell’Italia in direzione del lavoro, dei più deboli, dei giovani, delle donne e del Mezzogiorno”.

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