Rionero, spettacolo teatrale dedicato alla Giornata della Memoria

punti apici 23/01/2012
ore 16:14
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BASIn occasione delle celebrazioni della giornata della Memoria sabato 28 gennaio alle 20.30 presso il Teatro “La Piccola” di Rionero l’Associazione Arcadia, in collaborazione con la Pro-Loco di Rionero e il sostegno dell’Assessorato alla cultura del Comune di Rionero, si è fatta promotrice dello spettacolo “I Sopravvissuti- giovani e adulti insieme, perché la memoria sappia guardare al futuro”, una serie di monologhi tratti liberamente da “I Sopravvissuti – Testimonianze dei prigionieri militari rioneresi nei campi di concentramento tedeschi” pubblicazione edita dal Comune di Rionero in Vulture nel Settembre 2011.

Sul palco i protagonisti saranno Andrea Lapenna, che rivivrà il racconto di Michele Liberatore, Cristian Strazza che vestirà i panni di Antonio Di Lucchio, e Sergio Grieco, voce del deportato Angelo Chieppa.
Tutte le storie saranno accompagnate dalla narrazione di Sabino Salvatore e intervallati dalle musiche di icone di quegli anni: dal Trio Lescano a Marlene Dietrich fino a Edith Piaf, interpretate da Maria Virna Grieco, Sara Paolino e Emiliana D’Anella.

I giovani narratori porteranno lo spettatore a rivivere quel pezzo di storia che i protagonisti de “I Sopravvissuti” hanno raccontato nella loro pubblicazione dedicata “ai giovani rioneresi, perché la memoria del passato diventi una risorsa del futuro”.

Lo spettacolo è stato scritto e ideato da Andrea Gerardi con la regia di Cristian Strazza.
“L’idea di portare in scena uno spettacolo ispirato al libro “I Sopravvissuti” è nata subito dopo aver letto l’ultima pagina dello stesso libro” racconta Gerardi, autore del testo teatrale “perché chi lo legge non può non provare a immedesimarsi, anche solo per un attimo, nei protagonisti delle storie narrate. La speranza è che il racconto delle brutalità, delle efferatezze dell’esercito nazista, degli errori commessi in quel pezzo di storia generi nei giovani gli anticorpi contro il pregiudizio e sia da stimolo alla diffusione di una cultura dell’accoglienza e del rispetto delle diversità. Ed è anche grazie (e forse soprattutto) ai testimoni della Shoah che è possibile tramandare un’esperienza diretta di quanto avvenne nei campi di sterminio nazisti affinché non si ripeta mai più.”
“Smorzare, l’atmosfera cupa e tragica di questi racconti, è stata la prima cosa che ho voluto fare”, riferisce il regista Strazza “inserendo, quelle che erano le vedette di quegli anni , come la Piaf che cantava all’interno dei campi di sterminio, per dare una speranza a quegli uomini, l’interpretazione dei monologhi è riuscita solo grazie alla sensibilità degli attori e alla linearità dei testi. Spezzare il racconto con una voce guida è il modo migliore per dare forza alle 3 storie. La speranza che il tutto venga seguito e partecipato dallo spettatore immedesimandosi in quelle storie”.

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