Parco Appennino: sessione workshop su gestione foreste

punti apici 07/12/2011
ore 15:24
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BASHa avuto inizio questa mattina il workshop sul tema “La gestione forestale sostenibile nelle aree protette: politiche, ambiente e sviluppo economico”, col quale il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano e l’Università di Basilicata hanno voluto celebrare l’Anno Internazionale delle Foreste. Ad aprire i lavori, che si articolano in due sessioni e una tavola rotonda pomeridiana, è stato il commissario straordinario dell’Ente Parco ing. Domenico Totaro che, dopo aver introdotto il tema illustrando le caratteristiche naturali dell’area protetta dell’Appennino Lucano, con i suoi 350 ettari di piantagioni da legno e rimboschimenti con superfici esotiche, ha fatto il punto sulle normative di salvaguardia che regolano la vita all’interno del Parco. Parlando della Gestione Forestale Sostenibile, Totaro ha detto che “quest’ultima ha la caratteristica di tenere conto delle variabili ecologiche e sociali, per cui è necessario che essa sia sfruttata entro i limiti di rispetto delle generazioni future”. Fondamentale a questo scopo, ha proseguito il commissario, “sono le iniziative di certificazione forestale, quali strumenti atti a dimostrare che i boschi sono effettivamente gestiti in maniera sostenibile”. Sul piano delle iniziative pratiche, ha concluso Totaro, introducendo l’argomento della prima relazione, “il nostro Parco con apposita convenzione, ha dato incarico all’Inea di redigere il Piano Forestale Territoriale di Indirizzo”. Coordinata dal prof. Severino Romano, dell’Università di Basilicata, ha avuto poi inizio la sessione dedicata al tema “la gestione forestale sostenibile nelle Aree Protette: metodi e prospettive”. Ha aperto la serie di interventi la dott.ssa Giusy Costantini dell’Inea Basilicata, che ha trattato il tema della stesura del PFTI che comprende i territori dei comuni compresi nel Parco dell’Appennino Lucano e di quelli compresi nel P.O. Val d’Agri. “Il Piano –ha sottolineato Costantini- ricalca a grandi linee quello già in parte realizzato per la Comunità Montana Alto Agri, ma è completamente innovativo circa il modello di pianificazione forestale che vede i boschi come erogatori di servizi, e che si ispira ad una struttura modulare, implementabile con altre proposte legate alle esigenze dei territori”. Nella relazione successiva il prof. Marco Borghetti, ha trattato il tema della selvicoltura adattativa, “Le foreste possono produrre enormi valori in termini di esternalità –ha sottolineato il docente dell’Unibas- che la scienza e la tecnologia possono sicuramente esaltare”. Partendo dal presupposto che “il bosco è cada nostra” si può giungere ad “una gestione boschiva capace di aiutare a compensare, se non a volgere in positivo, gli effetti dei cambiamenti climatici”. Il tema della selvicoltura adattativa è stato trattato altresì dal prof. Agostino Ferrara, anch’egli ordinario presso l’Università di Basilicata. “Un’aggiornata ed efficiente gestione sostenibile delle risorse naturali può essere considerata come il punto di equilibrio tra funzionalità dei sistemi e capacità adattativa”, ha spiegato Ferrara, sostenendo la necessità di “implementare una gestione ispirata alla selvicoltura prossima alla natura e la predisposizione di piani di assestamento forestale ispirati ai principi della gestione adattativa degli ecosistemi forestali”. Il vicepresidente di Federparchi, dott. Antonello Zulberti, poi, ha sottolineato la funzione educativa dei boschi. “Specie nelle aree protette –ha detto- i boschi devono essere gestiti e curati anche per l’importanza a fini turistici che essi rivestono.” Durante la prima sessione ha portato il suo saluto anche il comandante regionale del Corpo Forestale dello Stato di Basilicata dott. Vincenzo Pasquini.

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