Matera, sindacati su delibera Giunta dimensionamento rete scolasti

punti apici 06/11/2011
ore 11:02
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BAS

BAS“La Flc Cgil, la Cisl Scuola, la Uil Scuola e lo Snals della Provincia di Matera denunciano – in un comunicato congiunto - l’atteggiamento antisindacale dimostrato dall’Amministrazione comunale di Matera in merito alla delibera della Giunta Comunale sul Dimensionamento della rete scolastica comunale effettuata senza il preventivo coinvolgimento delle OO.SS.
In data 04 novembre 2011 – affermano - l’Amministrazione comunale ha approvato in Giunta la proposta di riaggregazione delle istituzioni scolastiche del primo ciclo formalizzandola immediatamente alla Provincia di Matera e venendo meno, in questo modo, al rispetto dei fondamenti concertativi minimi previsti dal DPR 233/98 oltre che agli impegni presi pubblicamente dall’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Matera nella riunione sub-provinciale del 18 ottobre 2011 sul dimensionamento scolastico indetta dalla Provincia di Matera.
Meraviglia come il Sindaco e tutta la Giunta possano aver deliberato con tale disattenzione e senza verificare che le consultazioni ed i confronti effettuati con tutti i soggetti formali ed informali indicati dalla legge fossero stati portati a compimento in merito ad un problema che stravolgerà l’organizzazione di tutte scuole del primo ciclo del comune di Matera.
Stante l’atteggiamento dimostrato, l’Amministrazione comunale ha certamente sottovalutato la portata del problema mostrando di ritenere il dimensionamento scolastico un’operazione di esclusiva aggregazione fisica delle istituzioni scolastiche e senza tener conto che il riassetto delle scuole comporterà la perdita di continuità didattica per migliaia di alunni.
Il Sindaco, l’Assessore e tutta la Giunta – sottolineano i sindacati di categoria - evidentemente hanno già rimosso dalla memoria le manifestazioni delle famiglie e degli operatori scolastici della Scuola Primaria di Via Bramante e Via Greco e della Scuola Media F. Torraca e Piazza degli Olmi in occasione del dimensionamento dell’anno scolastico precedente.
E’ stata rimossa totalmente e incredibilmente la frattura creatasi tra i diversi Enti Locali che ha portato la Provincia di Matera a ricorrere al TAR perché il Piano di Dimensionamento approvato dalla Conferenza provinciale era stato stravolto prima dalla Giunta regionale e successivamente dal Consiglio regionale.
Se questo è successo lo scorso anno perché qualche centinaio di alunni avrebbero dovuto perdere gli insegnanti e quindi la continuità didattica, si pensi alle ripercussioni che una rivoluzione come quella deliberata comporterà sulla organizzazione della didattica con il Piano di dimensionamento a.s. 2012/2013.
All’Assessore all’istruzione del comune di Matera che ha partecipato alla Conferenza sub-provinciale del 18 ottobre 2011, ma anche al Sindaco e tutta la Giunta è sfuggito peraltro che diversi Sindaci, Dirigenti Scolastici unitamente alle OO.SS. Confederali hanno invitato l’Amministrazione Regionale a stralciare dal documento programmatico i parametri di dimensionamento delle Istituzioni Scolastiche previsti dai commi 4 e 5, art. 19 del Decreto sviluppo e a ripristinare quelli di cui al DPR 233/98 anche sulla scorta del fatto che la proposta di dimensionamento scolastico si pone in contrasto con la stessa volontà della regione Basilicata che, come le Regioni Emilia Romagna, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Sicilia, ha sollevato il dubbio di legittimità costituzionale alla Suprema Corte dell’art. 19, commi 4 e 5 del decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 111 del 15 luglio 2011.
Anche l’Amministrazione comunale di Matera si è dimostrata insensibile ed incurante delle difficoltà derivanti dalla applicazione di norme che rispondono a logiche esclusivamente numeriche recepite dalla regione Basilicata in una forma insufficiente per salvaguardare il sistema scolastico lucano.
L’Amministrazione comunale è rimasta silente anche nei confronti del documento sul dimensionamento scolastico approvato dalla Conferenza delle Regioni nella seduta del 27 ottobre 2011, alla quale siamo certi abbia partecipato ed aderito il Presidente della Giunta Regionale di Basilicata, che apre un varco rispetto alla spietata applicazione di quanto previsto dall'art. 19 della manovra finanziaria di luglio atteso che lo stesso documento precisa quanto segue:
l’attuazione deve avvenire gradualmente nell'arco del triennio 2012/2015;
il parametro dimensionale dei 1000 alunni non va conteggiato più per singolo istituto, ma come media regionale;
le direzioni didattiche e le scuole medie con almeno mille alunni potranno mantenere la loro autonomia.
Alla luce di quanto suddetto, - conclude la nota sindacale unitaria - le OO.SS. firmatarie chiedono al Sindaco di Matera il ripristino delle procedure concertative previste dal DPR 233/98 ed il riesame della proposta di dimensionamento delle scuole del primo ciclo del comune di Matera”.



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