Incendio Fenice, per Arpab: venti bassi, fumi non dispersi

punti apici 03/10/2011
ore 19:06

Le indicazioni contenute in una relazione inviata dall’Agenzia di protezione ambientale alla Regione

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AGR

AGR“L’incendio avvenuto è un’ulteriore conferma del fatto che il termovalorizzatore Fenice di Melfi gioca un ruolo importante sull’ambiente circostante ed ha un fortissimo impatto emozionale sulla popolazione locale”, ma “I dati di qualità dell’aria della centralina di San Nicola di Melfi non presentano variazioni di rilievo tali da indicare una propagazione dell’incendio nell’area circostante, in particolare ad Ovest dell’impianto sottovento in quelle ore”. E’ una rassicurazione per quanto avvenuto ieri, ma un invito a non abbassare la guardia, quello che emerge dalla relazione sull’incendio al termovalorizzatore Fenice trasmessa dall’Arpab alla Regione.
Nella relazione è contenuta una ricostruzione del’accaduto e una mappatura delle conseguenze. Testualmente, i tecnici che hanno lavorato sotto la guida del direttore generale Raffaele Vita sul posto, accanto ai Vigili del Fuoco hanno scritto che:
 “L’incendio si è protratto dalle ore 4 alle 7 del giorno 2 ottobre 2011.
 Dai campionamenti effettuati con strumentazione portatile sopradescritta, risultano valori di SOV – Sostanze Organiche Volatili dell’ordine del ppm (parti per milione) proprio nell’area di stoccaggio del forno rotante dove si è sviluppato l’incendio e valori al di sotto del limite di rilevabilità nell’area ad ovest dell’impianto.
 Le condizioni meteo mostrano venti di bassa intensità (inferiore a 1 m/s) che, unitamente alle altre condizioni meteorologiche notturne, inibiscono il movimento sia verticale che orizzontale di qualsivoglia massa d’aria. Le condizioni micro-meteorologiche saranno ricostruite mediante una simulazione modellistica al fine di determinare l’altezza di rimescolamento e la capacità dispersiva dell’atmosfera nelle ore di interesse.
 I dati di qualità dell’aria della centralina di San Nicola di Melfi non presentano variazioni di rilievo tali da indicare una propagazione dell’incendio nell’area circostante, in particolare ad Ovest dell’impianto sottovento in quelle ore.
 Considerando la direzione del vento a San Nicola, Lavello è sottovento rispetto all’area industriale. Pertanto, focalizzando l’attenzione sui dati di BTX (benzene, toluene e xylene) della giornata del 2 ottobre non emerge alcun rischio per la popolazione.
 Da una rapida lettura dei dati di qualità dell’aria acquisiti da Fenice s.p.a., non emergono valori allarmanti ma potremo confermare le loro evidenze solo quando saranno trasmessi i dati completi delle centraline di Fenice.
Dall’analisi dei dati di qualità dell’aria, dai sopralluoghi effettuati, dalle dichiarazioni del gestore, si ipotizza che l’incendio sviluppato nel piazzale di stoccaggio delle vernici sia rimasto confinato in tale area ed i fumi sono stati smaltiti dal forno rotante”.

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