Distefano (Anbi e Cia) su settimana mondiale dell’acqua

punti apici 23/08/2011
ore 18:10
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BAS“La settimana mondiale dell’acqua che si è aperta a Stoccolma per iniziativa di organismi delle Nazioni Unite, rischia di passare come “ricorrenza celebrativa” e di perdere invece il suo significato più autentico di riflessione sui numerosi problemi riferiti all’utilizzo, alla salvaguardia e alla gestione delle risorse idriche del Pianeta. Al contrario, si pensi che gli esperti e gli scienziati prevedono che al 2050 sarà necessario il doppio dell’attuale disponibilità di acqua nel mondo per soddisfare le esigenze di vita degli uomini”. Lo afferma in una nota Donato Distefano, vicepresidente nazionale Anbi e presidente lucano della Cia (Confederazione italiana agricoltori).
“Solo qualche settimana fa, - prosegue - in occasione del Consiglio Nazionale Anbi (Associazione Nazionale Bonifiche ed Irrigazioni), abbiamo affrontato le questioni più urgenti specie per chi (Consorzi di Bonifica ed enti irrigazione) hanno competenze specifiche nella gestione oculata di questa preziosa risorsa e obblighi verso la società e nei confronti del mondo agricolo.
La premessa da cui partiamo è che il sistema consortile di bonifica in Italia è un grande patrimonio di strutture e di professionalità, un pezzo di “paese competitivo, produttivo, di eccellenza”.
Nel nostro paese e i Consorzi non possono e non devono essere annoverati fra quei pezzi del sistema Italia pubblico/privato da chiudere in quanto “carrozzoni” di trascorsa e passata memoria.
I 18 milioni di ettari ricompresi negli areali consortili, pari al 59% della superficie territoriale complessiva e le relative superfici irrigate, sono un pezzo del sistema paese che potrà meglio ed in modo più efficace misurasi con lo sviluppo, il progresso la sua qualità e la sua sostenibilità.
Anche per queste ragioni la bonifica e gli enti gestori vanno difesi, innovati e modernizzati l’acqua e la bonifica sono elementi e beni troppo preziosi e rappresenteranno nel tempo il vero discrimine per le future generazioni e gli assetti socio-economici nella nostra società e nel mondo globalizzato.
Intanto rinnoviamo la proposta che la Cia-Confederazione Italiana Agricoltori ha ribadito: è necessario istituire una “Cabina di regia” per monitorare la situazione ed anticipare possibili crisi, con interventi mirati e coordinati, soprattutto nella gestione delle risorse idriche.
Strettamente legata alla proposta della “Cabina di Regia” è quella di “un nuovo patto civico tra agricoltura e societa’ sui temi della qualita’ ambientale-territoriale, dell’acqua e della bonifica”, che abbiamo indicato appunto nella seconda Conferenza Organizzativa Anbi”.

“Gli enti gestori – aggiunge Distefano - devono essere in grado di inglobare nell’ambito delle loro funzioni le evoluzioni che si registrano e si manifestano sui territori consortili oltre a questo creare le basi per una bonifica dedicata e produttiva, in grado di misurarsi con attività nuove, come ad esempio quelle riconducibili al - riutilizzo delle acque secondarie e rinaturalizzate, quelle legate alla produzione energetica da fonti rinnovabili; i piani agrovegetazionali comprensoriali e la forestazione protettiva e produttiva; nuovi sistemi di controllo e uso del suolo; i servizi e la gestione delle aree demaniali e del territorio rurale pubblico”.

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