Altobello (Ato rifiuti) contro abrogazione Sistri

punti apici 16/08/2011
ore 13:24
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BAS“Appare sconcertante ed incomprensibile la norma contenuta nel D.L. n.138 del 13 agosto 2011 (ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e lo sviluppo) che abroga il sistema di tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), istituito con il cosiddetto codice ambientale (D.Lgs. 152/2006) e rafforzato dal recepimento della Direttiva Comunitaria 2008/98/CE, avvenuto tra l’altro con grande ritardo, da parte dell’Italia, solo nel dicembre 2010 con il D. Lgs. 205”. Lo dichiara il commissario unico Ato rifiuti 1 e 2 di Potenza e Matera Sabino Altobello.

“La tracciabilità dei rifiuti – prosegue Altobello - è uno dei pochi strumenti che il sistema pubblico ha messo in campo sia per contrastare i traffici illeciti gestiti dalla criminalità organizzata sui rifiuti, soprattutto quelli “pericolosi” e concentrati principalmente nel Mezzogiorno del nostro Paese, sia per controllare la correttezza dello smaltimento da parte delle aziende che operano nel settore. La norma inserita nel D.L. 138 non ha niente a che vedere con “semplificazioni” o “liberalizzazioni” tese a favorire l’intrapresa e lo sviluppo. E’ un azzardato passo indietro che favorirà solo le “ecomafie”, responsabili fino ad oggi delle peggiori aggressioni ambientali ai territori del sud dell’Italia, e quei soggetti che finora non si sono affidati alle regolari procedure sul trattamento dei rifiuti in impianti autorizzati, pubblici o privati”.

“Sarebbe auspicabile – conclude il commissario delle Autorità d’Ambito provinciali sui rifiuti - una tempestiva iniziativa dei parlamentari e dei governatori della Basilicata e del Mezzogiorno per impedire questo pericoloso arretramento della nostra legislazione in materia ambientale”.

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