Provincia Potenza, discussione sui rifiuti

punti apici 25/05/2011
ore 13:55
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BASNel corso della seduta di Consiglio provinciale, che si è svolta oggi, si è discusso sulla interrogazione, presentata dal gruppo consiliare dell’Italia dei Valori (Idv) sul piano integrato dei rifiuti, con cui si chiedeva di sapere quali iniziative la Provincia intenda adottare al fine di accelerare l’iter di completamento dell’impiantistica prevista, di evitare che l’impiantistica predisposta, tra cui rientrano le piattaforme di Lauria e Sant’Arcangelo, arrivino ad esaurimento, di adottare una serie di azioni che permettano di ridurre la produzione dei rifiuti e di chiudere il ciclo puntando sul riciclo ed il recupero e non sulla termodistruzione.
Nella sua risposta, il vicepresidente e assessore all’Ambiente Massimo Macchia - ringraziando il gruppo consiliare Idv per aver presentato l’interrogazione, grazie alla quale si è potuto fare il punto su due anni di attività - ha sottolineato che, al momento, su 7 impianti previsti nel Piano provinciale dei rifiuti attualmente vigente, ne sono in funzione soltanto 3 (Lauria, Sant’arcangelo e Venosa). L’impegno della Provincia di Potenza è proprio quello di completare l’impiantistica anche per il trattamento dell’umido, aumentare le percentuali di raccolta differenziata e realizzare un sistema territoriale di gestione integrata per il recupero, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti prodotti in Basilicata, anche attraverso la predisposizione di sette stazioni di trasferenza, per molte delle quali si è in attesa della individuazione del sito da parte dei comuni. Obiettivi questi – come spiegato dal vicepresidente Macchia - dell’intesa istituzionale, sottoscritta dai rappresentanti della Regione Basilicata e delle Province di Potenza e Matera il 23 gennaio 2009.
Gli impegni assunti dalla Provincia, con la sottoscrizione di questa intesa, sono stati assolti, in quanto sono state attivate le procedure per le sottoscrizioni degli accordi di programma con i Comuni di Venosa e Sant’Arcangelo, per il potenziamento degli impianti di trattamento meccanico-biologico presenti sui due territori, destinando almeno la metà dell’attuale capacità di trattamento alla trasformazione in compost di qualità. Per l’impianto di Venosa, in particolare, è stato pubblicato il bando, mentre per quello di Sant’Arcangelo si attende il finanziamento dalla Regione. Analoga attività è stata portata avanti per le stazioni di trasferenza, anche se ad oggi solo Rapone ha individuato l’area destinata a tale scopo.
Accanto al completamento dell’impiantistica, risulta necessario, secondo Macchia, avere un ciclo dei rifiuti virtuoso, attraverso la cooperazione e responsabilità di tutte le istituzioni, in primo luogo dei Comuni, che devono accelerare l’avvio dei progetti, alcuni già finanziati, di raccolta differenziata. Raccolta differenziata ancora oggi ferma a percentuali troppo basse, come testimonia il 10% dei bacini Nord e Centro e il 7% circa del bacino Sud per l’anno 2009 (fonte Osservatorio provinciale dei rifiuti). Per queste ragioni, il 7 marzo scorso è stato firmato un protocollo con il Conai, che effettuerà analisi operative comune per comune, per superare le difficoltà ed elevare le percentuali di raccolta differenziata.
Su tali basi, è chiaro che il sistema di smaltimento dei rifiuti ha, come unico baricentro, la raccolta differenziata e non certo la termodistruzione: lo smaltimento dei rifiuti deve avvenire in conformità con la legge nazionale, per la quale la raccolta differenziata, ovvero la preparazione al riciclo e al recupero non è una opzione, ma una necessità, tanto di ordine legislativo ed ambientale quanto di civiltà: un vero e proprio indicatore del livello di senso civico raggiunto da una comunità.
Insomma, una raccolta differenziata che intercetti in maniera efficace il multimateriale e la parte umida, ridurrebbe, in maniera evidentemente drastica, tanto il ricorso alla discarica quanto ad altre forme di trattamento. La Provincia sta facendo quanto di sua competenza per incidere sui fattori strutturali, ma è ancora soddisfatta finché i problemi non saranno stati avviati a soluzione. In questo biennio, sono stati fatti alcuni passi importanti, forse anche oltre le competenze dell’Ente (come la convenzione Conai o impegni istituzionali per la realizzazione degli impianti) e questo per portare su tutti i tavoli, in maniera adeguata, le istanze del territorio ed avere un ruolo importante nella gestione del processo sui rifiuti.
È stata poi approvata all’unanimità l’adesione al comitato organizzatore della marcia Perugia-Assisi per la pace e la fratellanza dei popoli del 25 settembre 2011, che compie cinquant’anni. È stata decisa anche l’adesione al Coordinamento nazionale degli enti locali per i diritti umani che dal 1986 riunisce i Comuni, le Province e le Regioni impegnate in Italia a promuovere la solidarietà e la cooperazione internazionale. Inoltre, il presidente del Consiglio Palmiro Sacco e l’assessore alle Politiche sociali Paolo Pesacane hanno sottolineato la necessità di un’adeguata opera di sensibilizzazione per il coinvolgimento delle scuole.
Infine, il presidente Piero Lacorazza ha dato comunicazione di una deliberazione della Giunta provinciale di un prelevamento dal fondo di riserva esercizio finanziario 2011, per un importo di 18 mila e 500 euro, necessario per far fronte soprattutto a spese riguardanti la liquidazione della Società alberghiera lucana e le politiche ittico-venatorie. (r.a.)

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