De Filippo relaziona a Consiglio su lavoro Tavolo Basilicata

punti apici 29/03/2011
ore 16:50

Obiettivi: garanzie su ambiente, salute, lavoro, infrastrutture e ricerca. Nel “memorandum” preliminare per una nuova intesa: aggancio ad Adriatica e ferrovia alta velocità, nuovi collegamenti, un polo di chimica verde, uno di energia, aziende di sicurezza sismica, un polo di ricerca comunitario e altri simili, nuove tecnologie per abbattere le emissioni come “interventi chiaramente aggiuntivi”. “Stiamo costruendo una relazione positiva col Governo nazionale grazie all’impegno dei rappresentanti istituzionali lucani di tutte le forze politiche a qualsiasi livello. Il Consiglio dica se e come proseguire”

punti
AGR

AGR“Vorrei chiedere al Consiglio di fare un dibattito veloce e approfondito sì da consentire al governo regionale di sapere se e in che direzione poter fare i passi successivi, verso un'intesa che poi non potrà che essere sottoposta per l’approvazione al Consiglio regionale”. E’ una relazione ampia per quanto sintetica quella che il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, ha fatto al Consiglio in merito alle interlocuzioni in essere con il Governo a quel “tavolo Basilicata” chiamato a riconoscere, con infrastrutture, sviluppo e occupazione, la funzione di servizio in campo energetico svolta dalla Basilicata in favore del Paese e per la quale ha indicato la volontà di definire la questione, recependo le indicazioni del Consiglio, prima dell’estate.
De Filippo ha sottoposto all’assemblea sia questioni di merito che questioni di metodo. Tra le prime ha indicato gli ambiti di intervento che dovrebbero trovare posto in un memorandum in via di definizione tra Regione e Governo per individuare il quadro in cui lavorare e su cui poi scendere nel dettaglio.
“Innanzitutto, - ha spiegato De Filippo – riteniamo necessario scrivere in maniera più chiara e netta la funzione nazionale della Basilicata. Il governo deve riconoscere che nel quadro generale delle questioni che affronta c’è una regione che non è solo un problema ma una grande opportunità per tutta l'Italia e i fatti che stanno avvenendo nel Mediterraneo rendono più chiaro questo elemento. Se il ruolo di servizio per il sistema energetico nazionale ci viene sancito in maniera nettissima e diventa una funzione nazionale, ne conseguono più facilmente gli altri elementi e siamo in condizione di sostenere questa sfida di ottenere che l’intero Paese costruisca misurabili politiche a favore della Basilicata”.
Anche su queste politiche De Filippo ha indicato un nuovo sistema che la Regione vuole mettere in campo e che sarebbe esplicitato da subito nel memorandum. “Dobbiamo pretendere impegni che siano chiaramente aggiuntivi – ha spiegato – dobbiamo essere determinati ad andare oltre la questione delle royalty che esistono ope legis e non fanno parte di questa partita e anzi mi sento di dire che anche se ci sarà un ripensamento dell’utilizzo di quel 3 percento aggiuntivo di royalty attualmente destinate alla carta benzina ci sia concesso di declinarle per ragioni più importanti”.
Quello che per De Filippo la Basilicata può e deve rivendicare sin dal memorandum in corso di definizione è un “contributo addizionale, chiaramente aggiuntivo” da impiegare in cinque ambiti. “Il memorandum – ha detto - mette nei primi passaggi ambiente e salute. Può sembrare materia retorica, ma su questi punti dobbiamo tenere ostinatamente il livello più alto possibile, sapendo anche che la storia di questi anni è stata descritta male, col risultato che i cittadini sono erroneamente convinti che l’Eni abbia controllato se stessa mentre ci sono stati costanti monitoraggi fatti da Metapontum Agrobios su aria, acqua, suolo e alimenti, che hanno dato risultati rassicuranti, rilevando al tempo stesso casi di inquinamento da altre fonti, come quelle legate all’attività agricola. Ma – ha detto il presidente - dobbiamo chiedere i massimi standard di attenzione ambientale e ad esempio, alla Conferenza Petrolio e Ambiente di inizio mese abbiamo discusso delle attività sperimentali in atto per la cattura di tutte le emissioni di co2, di abbattimento del rumore e degli odori e di tutto quanto altro le nuove tecnologie offrono: Questo perché oltre che ai fattori sostanziali per la salute in questo campo bisogna tener conto anche della ‘valutazione di impatto emozionale’ che attività di questo tipo comportano sulla popolazione”.
Definite prioritariamente le questioni inerenti ambiente e salute “obiettivo di nuova intesa col Governo – ha detto De Filippo - non può non essere quello di un contributo addizionale, chiaramente aggiuntivo, riconosciuto alla Basilicata su infrastrutture, occupazione, ricerca e innovazione”.
“Sulle infrastrutture è in composizione un quadro che porteremo al Consiglio – ha annunciato – ma inserire questo tema nell’ambito delle intese sul petrolio significa avere una ulteriore gamba finanziaria per il lavoro che la Regione sta facendo” ed ha annunciato, pur rinviando maggiori dettagli ad un’apposita relazione, l’intenzione di agganciare le grandi direttrici di collegamento nazionale, “sulla linea Napoli-Bari per quel che concerne l’alta velocità ferroviaria, agganciandoci al nodo di Foggia e con la Matera-Gioia del Colle per agganciarci all’Adriatica” oltre che di realizzare tratti su altre relazioni come la Salerno-Potenza-Bari, e l'itinerario Murgia-Pollino.
Sull’occupazione e lo sviluppo De Filippo ha illustrato quella che ha definito una “scelta semplice e spero più leggibile. Vorremmo provare a lavorare in settori innovativi di cui facciamo riferimenti generali nel memorandum. Ci sono rilevanti possibilità nella sismica e nella sicurezza degli edifici, e ancora nella chimica verde e nella componentistica energetica innovativa. Per raggiungere questi obiettivi, pensiamo di costruire prima una intesa forte col Governo nazionale per rilanciare l’occupazione in questi settori strategici e poi, sulla scorta di questo rapporto, di chiamare i grandi player presenti in Basilicata, ossia le compagnie petrolifere, a concorrere non finanziariamente ma agendo in prima persona o con le proprie relazioni, per far partire qui nuove imprese. Vogliamo sostenere l’occupazione – ha specificato - non in termini di incentivi, ma come piattaforma strategica unitaria con le attività estrattive”. Ma non solo. “Incidiamo nello sviluppo – ha detto anche riguardo a partite attuali e che hanno visto negativamente protagonista l’Eni, come la bonifica necessaria a Tito e in Valbasento, inquadrandola come politica di sviluppo per consentire il riutilizzo di quei suoli a fini produttivi”.
Sul fronte della ricerca, il memorandum dovrebbe contenere “una più puntuale declinazione dei centri di ricerca, anche di derivazione statale, che devono crescere in Basilicata favorendo nuovi investimenti in ricerca e innovazione. Uno dei punti che è già sufficientemente delineato riguarda la creazione di un Centro studi europeo sull’energia e sulla sicurezza energetica che dovrà essere configurato come struttura a carattere sovranazionale, di diretta competenza comunitaria”.
Questioni tutte che si aggancerebbero al nuovo piano industriale con cui l’Eni vorrebbe evitare un progressivo calo delle estrazioni in Basilicata (che dal 2012 nelle attuali situazioni scenderebbero progressivamente verso i 20mila barili al giorno) e salire invece a 125 mila barili/giorno. “Ci assicurano che lo farebbero con un numero di pozzi inferiori rispetto ai 52 previsti nel primo accordo di programma del 1998, che eliminerebbero totalmente le emissioni dal Centro Oli di Viggiano rimuovendo anche la fiaccola, che metterebbero in campo impianti di energie rinnovabili, ma quando con la Giunta regionale ho incontrato i vertici dell’azienda, guidati dall’amministratore delegato Scaroni, ho chiarito che la Basilicata non avrebbe affrontato la questione senza avere al proprio fianco il Governo nazionale per costruire una relazione forte”:
E il presidente, nella sua esposizione, non ha trascurato la questione metodologica illustrando come per il raggiungimento di questi obiettivi sia stato messo in campo un lavoro convergente di tutte le forze politiche e dei vari rappresentanti lucani nelle varie istituzioni, indicando questa scelta come assolutamente indispensabile specie nel momento storico attuale.
“Penso non sfugga a nessuno di voi – ha detto - che l'Italia sta concentrando i suoi sforzi su alcune questioni, come riduzione della spesa pubblica, della evoluzione della spesa storica, della standardizzazione dei costi. Le risorse a disposizioni sono insufficienti mentre la dinamica economica che l'Italia sta vivendo che è delle più difficili e che avrebbe richiesto più risorse”. In questo quadro generale “si percepisce una marcata debolezza del Mezzogiorno nella politica nazionale. C'è una prevalenza, riscontrata da tutti gli amministratori del Mezzogiorno indipendentemente dall’appartenenza politica, delle ragioni della geografia nelle scelte del nostro Paese rispetto a quelle della politica”.
De Filippo ha citato a mo di sintesi della situazione denunciata quanto sta avvenendo in occasione dell’alluvione del Metapontino. “In questa occasione – ha detto – abbiamo costruito un’azione congiunta che ha visto lavorare per gli stessi obiettivi, al fianco della Regione, il sottosegretario Viceconte e i parlamentari di tutti gli schieramenti. Ma a oggi, a riprova della difficoltà del momento, questo grande lavoro congiunto ha prodotto poco, non per nostra incapacità ma per condizioni oggettive della finanzia nazionale, e forse tra qualche giorno una prima Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri potrà contenere una cifra di 5 milioni di euro per l’emergenza in Basilicata, di cui 2 messi dalla Regione Basilicata”.
“Le questioni sono complesse perché la situazione finanziaria italiana è più complessa di quello che pensiamo e ci sono gerarchie istituzionali che si riferiscono più ad ambiti geografici che politici” ha osservato De Filippo spiegando che “in questo quadro, appare evidente la necessita di una più forte congiunta azione della Basilicata che lasci comunque intatto il profilo di differenziazioni politiche come testimoniano le posizioni in consiglio e sulla stampa, ma serve un quadro istituzionale perfettamente sintonizzato nell'interesse della nostra regione”. Ma anche su questo aspetto, che ha ricordato essere in linea con quanto enunciato nella relazione programmatica di inizio consiliatura, il presidente ha chiesto un pronunciamento del Consiglio.

Cerca una notizia

(gg/mm/aaaa)

(gg/mm/aaaa)

ACR AGR BAS ESR

dalla più recente dalla meno recente

Cerca nell'archivio