Diocesi Tursi-Lagonegro:giornata della Vita e della Famiglia

punti apici 04/03/2011
ore 16:45
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BAS

BASTradizionale appuntamento della “Giornata della Vita e della Famiglia” quest’anno in grande per la Diocesi di Tursi-Lagonegro. Si svolgerà infatti nel pomeriggio di domenica 6 marzo 2011 presso il Cineteatro “Columbia” di Francavilla in Sinni (PZ) alla presenza del Vescovo Mons. Francesco Nolè ed avrà come tema quello indicato dal Consiglio Permanente della CEI: “Educare alla pienezza della Vita”.
La Commissione Diocesana per la Pastorale Familiare – spiega un comunicato dell’ufficio per le Comunicazioni Sociali della Diocesi di Tursi-Lagonegro - ha invitato per l’occasione i genitori della Beata Chiara “Luce” Badano e la sua “amica del cuore” Chicca Coriasco, che arriveranno a Valsinni nel pomeriggio del 5 marzo, ospiti di don Peppino Labanca.
Chiara Luce, nata a Sassello, nell’Appennino Ligure il 29 ottobre 1971, conoscerà la morte il 7 ottobre 1990, per un’osteosarcoma che le procurava pene atroci. Nonostante le grandi sofferenze rimase ferma nell’accettare la malattia e la sofferenza per il bene della Chiesa: “Se tu lo vuoi Gesù, lo voglio anch’io”, le parole del suo affidamento alla Divina Provvidenza.
Era lei a incoraggiare i medici, gli amici e anche la mamma: «Dio mi ama immensamente»; «Non chiedo più a Gesù di venire a prendermi per portarmi in Paradiso, perché voglio ancora offrirgli il mio dolore, per dividere con lui ancora per un po' la croce».
Una giovane che ha colto la portata della sfida educativa e che ha saputo misurarsi con la grandezza della “Vita buona della Vangelo” che invita alla pienezza della vita fino a scalare le vette della santità: «...Voi non potete immaginare qual è ora il mio rapporto con Gesù... Avverto che Dio mi chiede qualcosa di più, di più grande. Forse potrei restare su questo letto per anni, non lo so. A me interessa solo la volontà di Dio, fare bene quella nell'attimo presente: stare al gioco di Dio”.
A tutti il monito che è stato suo programma di vita: “Hai una vita sola, spendila bene!”.
Proclamata beata dalla Chiesa il 25 settembre 2010, ha avuto molta popolarità specie tra i giovani, non solo del Movimento dei Focolari, attratti dalla bellezza della sua storia e dell’accettazione esemplare della sofferenza.
Un momento di grazia per la Diocesi – si legge nella nota - impegnata a guardare alla famiglia come “luogo vitale in cui l’educazione ha fondamenta miliari e deve essere comunicata con passione e zelo, come realizzazione di una missione affidata ai coniugi dal Signore stesso”.
Un’occasione per attualizzare ciò che il Messaggio dei Vescovi sottolinea: “È proprio la bellezza e la forza dell’amore a dare pienezza di senso alla vita e a tradursi in spirito di sacrificio, dedizione generosa e accompagnamento assiduo. Pensiamo con riconoscenza alle tante famiglie che accudiscono nelle loro case i familiari anziani e agli sposi che, talvolta anche in ristrettezze economiche, accolgono con slancio nuove creature. Guardiamo con affetto ai genitori che, con grande pazienza, accompagnano i figli adolescenti nella crescita umana e spirituale e li orientano con profonda tenerezza verso ciò che è giusto e buono… Oltre le mura della propria casa, molti giovani incontrano autentici maestri di vita: sono i sacerdoti che si spendono per le comunità loro affidate, esprimendo la paternità di Dio verso i piccoli e i poveri; sono gli insegnanti che, con passione e competenza, introducono al mistero della vita, facendo della scuola un’esperienza generativa e un luogo di vera educazione… Ogni ambiente umano, animato da un’adeguata azione educativa, può divenire fecondo e far rifiorire la vita”.

BAS 05

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