Incontro De Filippo–Fitto, Dc: positivo, ora servono i fatti

punti apici 22/02/2011
ore 12:26
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BAS“Dopo il positivo confronto tra il Ministro Fitto e il Governatore De Filippo è necessario passare dai proclami sull’impegno a fare uscire la Basilicata dall’isolamento e per utilizzare al meglio le risorse comunitarie e quelle che verranno dal Piano Sud ai fatti attraverso un cronoprogramma di azioni da perseguire congiuntamente tra Governo-Regione”. E’ il commento della segreteria regionale della DC della Basilicata.
“Abbiamo sempre ritenuto che la concertazione istituzionale tra Giunta Regionale e Governo, al di là delle differenti posizioni politiche, è il presupposto essenziale per affrontare le emergenze regionali, ma – continua la nota della DC - adesso servono atti concreti da entrambi gli attori istituzionali della rinnovata intesa. La Regione è chiamata a mettere da parte l’atteggiamento spocchioso ed inutile di “virtuosismo” nell’impegno di spesa dei fondi comunitari, mostrando più attenzione alla qualità della spesa e all’individuazione delle reali priorità; il Governo deve mettere fine ai balletti sulle cifre degli investimenti (Piano Sud e Fondi Fas) a disposizione delle Regioni del Sud e quindi della Basilicata”.
A parere della DC “nessuno si illude che possa esserci una bacchetta magica in grado di garantire in tempi brevi il completamento del tratto lucano della A3 Sa-Rc, la costruzione della Potenza-Bari, l’adeguamento e messa in sicurezza della Potenza-Melfi, l’inserimento della rete ferroviaria lucana nelle grandi direttrici, la realizzazione di una struttura logistica per favorire la commercializzazione dei prodotti alimentari ed agricoli. La responsabilità che il Ministro Fitto e il Presidente De Filippo devono dimostrare è riferita alle risposte più urgenti da dare alle esigenze di mobilità, sviluppo ed occupazione delle nostre popolazioni. La DC – conclude la nota – sollecita pertanto atteggiamenti improntati sulla piena consapevolezza delle difficoltà segnate innanzitutto dalla insufficienza di risorse finanziarie per tutti i progetti, sulla lentezza della burocrazia sia regionale che statale che pesa come un macigno su appalti ed esecuzione di lavori pubblici, sulla inadeguatezza degli uffici dipartimentali regionali a gestire i programmi di spesa, sul mancato coinvolgimento di associazioni e confederazioni imprenditoriali, della piccola e media impresa, dell’artigianato e dei sindacati”.

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