Lavoro, Agia-Cia rilancia progetto giovani imprenditori

punti apici 01/02/2011
ore 13:11
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BAS“Il nuovo record di disoccupazione giovanile al Sud e in Basilicata registrato oggi dall'Istat con il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) che continua a salire (da noi più di 3,5 giovani su dieci non hanno mai conosciuto il lavoro) rilancia il Progetto “Agricoltura, futuro giovane” messo a punto dall’Agia (Associazione Giovani Imprenditori Agricoli) della Cia Basilicata quale una delle pochissime occasioni concrete di occupazione”. A sostenerlo è una nota dell’Agia-Cia.
Queste le proposte principali sintetizzate nello slogan “Passione, Amore, Energia per una nuova stagione dell’agricoltura lucana”: l’istituzione di un'Agenzia per il riordino fondiario per facilitare l'accesso alla proprietà della terra; la costituzione di società miste giovani e anziani, società in cui il l’anziano proprietario, titolare dell’azienda, entra in società con il giovane; misure per facilitare nuove imprese agricole attraverso l’accesso al credito e al mercato; la semplificazione normativa, la fiscalità agevolata, il supporto alla gestione. In sintesi – precisa la nota – riendichiamo un piano di azione organico per l’imprenditoria giovanile in agricoltura per sostenere il ricambio generazionale e la costituzione di nuove imprese e per favorire l’attrattività e la sostenibilità dell’azienda agricola
In Basilicata, le aziende agricole con giovani al di sotto dei 29 anni (secondo dati aggiornati di Infoimprese-Unioncamere e purtroppo fermi al 2008) sono 903 di cui 522 in provincia di Potenza e 381 nel Materano, che rappresentano una quota superiore al 25% del complesso di imprese giovanili.
E’ la testimonianza – ha commentato il presidente regionale dell’Agia Giannino Lorusso – della volontà dei giovani, nonostante la crisi fortemente penalizzante e i numerosi ostacoli, di restare sulla terra e di scommettere il proprio futuro nel lavoro dei campi. Lo scarso ricambio generazionale – ha aggiunto – è dovuto innanzitutto all’alto costo della terra che da noi può raggiungere anche i 17mila euro ad ettaro, dagli alti costi di avviamento, dalla scarsa immagine sociale dell’attività agricola, dalla carenza di formazione e di servizi di consulenza adeguati.
Purtroppo registriamo che i provvedimenti assunti sinora dalla Giunta Regionale tra Reddito Ponte e work experience non tengono in considerazione le specifiche problematiche dell’imprenditoria giovanile in agricoltura. E’ un errore di valutazione specie perchè si continua a credere nella possiblità di offrire possibilità di lavoro ai giovani lucani nella Pubblica Amministrazione e nell’impresa manufatturiera mentre i Bandi del Psr per l’imprenditoria giovanile hanno tempi e procedure burocratizzate e non adeguate alle nostre reali esigenze”.

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