Sindaco di Tricarico contro soppressione Comunità Locali

punti apici 15/12/2010
ore 17:03
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BAS

BAS“Chi di noi non ricorda il famoso gioco dell’oca e la casella più odiata da tutti, ossia quella che vanificava tutti gli sforzi fatti per procedere quanto più velocemente possibile verso la meta e imponeva al piccolo giocatore di tornare al punto di partenza. Poco male se a tornare al punto di partenza quando la meta è in vista succede in un gioco di bambini, gravissimo è se a tornare al punto di partenza è la politica regionale che, come se ci trovassimo in un gioco, decide di buttare al macero una legge regionale quale quella sulle Comunità Locali, ossia la L.R. 11/2008 alla quale peraltro è legata la L.R. 12/2008, relativa alla risistemazione del sistema sanitario regionale con particolare riferimento ai Distretti della Salute”. Lo afferma in un comunicato il sindaco di Tricarico Raffaello Marsilio.
“Dopo che le Comunità Locali sono state portate come esempio virtuoso della valorizzazione delle autonomie locali e della capacità di queste di autodeterminarsi a contribuire a forgiare il proprio futuro, - prosegue - improvvisamente se ne chiede la soppressione per principi che solo a volte vengono presi in considerazione, ossia quello della esemplificazione amministrativa e quello del risparmio dei fondi pubblici.
Credo che sia il momento di farla finita con le ipocrisie e dire chiaramente che il risparmio può essere più consistente se si ha il coraggio di tagliare altrove nella spesa regionale smettendola di dire ed evitando di far credere, cosi come si legge a pagina 4 delle linee guida della Manovra di Bilancio 2011- Regione Basilicata - che la ragione della soppressione delle Comunità Locali sia quella di evitare complicazioni della filiera istituzionale, o più precisamente “ comportano il superamento della L.R. n.11/2008 anche in ragione del fatto che le Comunità Locali, in presenza delle gestioni associate tra Comuni, verrebbero a configurarsi alla stregua di forme di associazionismo comunale di secondo grado allungando e complicando la filiera istituzionale”, come se ciò non fosse noto oltre due anni fa.

Tutto mi sarei aspettato – sottolinea Marsilio - ma non certo quello di veder rappresentate le Comunità Locali come una “complicazione”; alla faccia dei bravi amministratori locali che vi avrebbero fatto parte e dei proclami fatti all’atto dell’approvazione della L.R.11/2008 che veniva presentata come una legge modello, moderna e utile, quasi indispensabile, a garantire il protagonismo dei Comuni nelle scelte che riguardano il loro futuro.
I Comuni hanno bisogno di avere un motivo per dialogare su una base territoriale che sia sempre quella e non come è accaduto in passato con i PIT, i GAL, i POIS, i PIOT e chi più ne ha più ne metta di queste sigle, in cui i Comuni si sono trovati a collaborare e programmare ora con questo Comune ora con quell’altro in un turbinio di incontri che spesso sono serviti più a ripartire e a spendere somme che a investirle alla luce di un programma di sviluppo unitariamente condiviso.
Senza contare le spese di consulenza per la redazione della legge, le spese di stampa e divulgazione della legge stessa, il tempo, il lavoro e le spese sostenute degli amministratori locali che si sono spesi in oltre due anni di incontri, accordi territoriali, approvazioni di delibere Consiliari per aderire a questa o a quella Comunità Locale, sottraendo il loro tempo alla risoluzione di ben altre questioni certamente più importanti.
Fortunatamente il fronte della politica regionale non è monolitico e più d’uno si sta spendendo per evitare che il ritiro della L.R. 12/2008 si trasformi in un sonoro schiaffo per i Comuni ed i loro rappresentanti istituzionali che dopo anni di chiacchiere si vedono accantonati insieme alla sacrosanta richiesta di autodeterminare le scelte programmatiche per lo sviluppo dei loro territori in un momento in cui per molte aree della Regione manca una prospettiva di sviluppo e quindi un futuro.
L’auspicio – conclude il primo cittadino di Tricarico - è che la politica regionale riconosca il suo operato relativamente alle Comunità Locali e non faccia prevalere i personalismi abilmente celati dietro la parola “economia”. L’auspicio è, in conclusione, che la politica faccia scelte certe, concrete ed importanti, evitando di tornare sempre indietro cosi che “il gioco dell’oca” sia solo un innocente gioco per bambini e non la regola di gestione della Regione Basilicata”.

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