Policoro, prima giornata "Testo, contesto ed evento"

punti apici 06/10/2010
ore 15:07
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BASQuesta mattina ha preso il via la tre giorni full immersion presso l’Oro hotel di via Lido della conferenza nazionale: “Testo, contesto ed evento” organizzato dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) in collaborazione con il Comune di Policoro, l'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana), il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) ed alcune Soprintendenze Archeologiche ed Università. Prima dell’inizio dei lavori il sindaco della città jonica, Nicola Lopatriello, ha affermato come incontri di questo tipo danno valore al territorio studiandolo da un punto di vista morfologico e scientifico da ricercatori di fama internazionale per sfruttarne le potenzialità: “sotto il profilo storico, culturale, ambientale di un’area che non ha bisogno di cimiteri industriali ma di puntare sulle risorse naturali presenti al suo interno. Dopo questa conferenza magari sapremo se in passato ci sono state dalle nostre parti altre attività simili al porto di Marinagri che noi abbiamo qui sul nostro territorio, e comunque la conoscenza approfondita e scientifica di questi studi ci servirà anche per programmare meglio il futuro”. Ha poi preannunciato che per l’anno prossimo sarà istituito il “Premio Eraclea 2011”. Durante il seminario: “Calamità naturali: dal passato notizie preziose”, è emerso poi come: “Ancora incompleto è il patrimonio di informazioni circa gli eventi naturali calamitosi avvenuti in epoche remote. Senza risposta, pertanto, le numerose domande di storici, geologi ed archeologi circa eruzioni vulcaniche, terremoti, collassi gravitativi e maremoti la cui memoria si è persa col trascorrere dei millenni. Un aiuto alla ricostruzione di quanto accaduto nel nostro Paese ci giunge dalle leggende, dai prodigi, dai racconti antichi, presenti come patrimonio demo-etno-antropologico nazionale ma, spesso, oscuri e difficilmente interpretabili. Una nuova metodologia interdisciplinare, battezzata “Geomitologia”, permette oggi di reinterpretare questi preziosi contributi e di riscrivere alcune pagine di storia naturale. Fine ultimo, una conoscenza ancora più ampia, utile a prevenire episodi che, è noto, si ripropongono ciclicamente”. Tra i relatori: Giuseppe Mastronuzzi, docente di Geografia fisica e Geomorfologia presso l’Università degli Studi di Bari; Mario Aversa, geografo dell’ISPRA secondo il quale: “La presenza di una dinamica geostrutturale articolata ed attiva e la concomitante presenza di miti e leggende in aree geografiche particolarmente delicate, come ad esempio quelle sismiche o vulcaniche, rappresenta un settore di indagine purtroppo ancora tutto da sviluppare il quale delinea scenari di diffusa ed elevata pericolosità nazionale come nel bacino del Mar Ionio. Esplorare il territorio con queste nuove chiavi significa poter prevenire, conoscendo tempi di ritorno di eventi a forte impatto”; Cosimo Pignatelli, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Geologia e Geofisica dell'Università degli Studi di Bari. Tra i presenti anche l’assessore comunale Nicola Trupo. (G.E.)

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