Scuola: da Prinzi (Idv) proposte per superare difficoltà

punti apici 15/09/2010
ore 10:46
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BAS“Nel quadro delle difficoltà generate dalla variazione del tempo scuola e dalla radicale rimodulazione degli orari del trasporto pubblico locale, la Provincia di Potenza sta facendo la sua parte per conciliare le varie esigenze degli utenti del trasporto pubblico e per ridurre le criticità e il disagio. Ma è possibile, attraverso un raccordo con la Regione e gli istituti scolastici, fare di più e meglio”. A sostenerlo è il capogruppo di IdV alla Provincia di Potenza, Vittorio Prinzi. “ Solo grazie all’impegno della Regione, che porterà avanti il programma triennale del “Rafforzamento e qualificazione dell’Offerta Formativa scolastica” (i cui bandi saranno in pubblicazione come annunciato dall’assessore regionale Mastrosimone dal prossimo 15 ottobre) in attuazione dell’intesa istituzionale sottoscritta il 12 novembre 2009 con il MIUR dal precedente assessore Autilio, e la presentazione di progetti tesi all’ampliamento dell’Offerta Formativa da parte delle scuole – continua Prinzi - sarà possibile non solo recuperare decine di posti di lavoro per i precari, ma trattenere gli studenti oltre il tempo scuola, impegnandoli in attività di recupero o sostegno e di rafforzamento dell’offerta formativa. In tal modo gli studenti che saranno costretti ad attendere l’orario della corsa per ritornare a casa – aggiunge il capogruppo di IdV - potranno utilmente trascorrere a scuola il tempo necessario, evitando l’eventuale ritorno a scuola nel pomeriggio, cosa già in passato difficile sempre per carenza dei mezzi di trasporto. In sostanza gli Istituti Superiori potranno fare di necessità virtù”. Prinzi inoltre evidenzia “le gravi ripercussioni della “controriforma” del Ministro Gelmini che: ha determinato tagli indiscriminati a docenti e personale Ata, incidendo negativamente sulla qualità dell’istruzione e sulla sicurezza (basti pensare all’aumento del numero degli alunni per classe); ha imposto, alla faccia del federalismo, un sistema generale, ovvero uno schema “metropolitano” a tutto il Paese, per quanto riguarda l’orario delle lezioni e il tempo scuola, senza alcuna flessibilità e senza avere in alcuna considerazione la conformazione orografica e la specificità dei singoli territori regionali, come quello della Basilicata, che per quanto concerne il trasporto pubblico locale e i collegamenti tra i piccoli comuni e i centri di erogazione dei servizi scolastici (scuole superiori) ha problemi storici e non può sostenere, anche qui a causa dei tagli, il costo di un aumento di corse per incrociare e soddisfare i bisogni dell’utenza scolastica (il 60% della popolazione scolastica è pendolare) e di quella diversa”.
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