Rapporto Uil, ad agosto allarme Cig in deroga

punti apici 11/09/2010
ore 08:54
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Il dato della diminuzione rispetto al mese di luglio delle ore di cassa integrazione (meno 48,2%) e di lavoratori (meno 2.528 unità), seppur fisiologico nel mese di agosto in cui la maggior parte delle aziende chiudono per le ferie, se letto insieme al dato dell’aumento e delle ancora molto alte richieste di ore di cassa in deroga (più 312%) e di operai (più 738 unità), denota come, in molti casi, le crisi aziendali siano diventate strutturali (si pensi a tutte quelle aziende che hanno terminato il periodo di CIGO e di CIGS e che accedono alla deroga) e come per tante piccole aziende che nel passato non potevano accedervi, oggi la cassa integrazione in deroga sia diventata lo strumento che riesce non solo a dare ossigeno alle aziende ma anche ai tanti lavoratori su cui si è abbattuta la crisi. E’ questa la conclusione per la Basilicata del 20esimo Rapporto Uil sulla cassa integrazione guadagni aggiornato ad mese di agosto scorso.
I dati più allarmanti: nei primi otto mesi del 2010, rispetto ai primi otto mesi 2009, le ore di cig in deroga fanno registrare un aumento del 247,6%; l’incidenza media tra cassaintegrati ed occupati dipendenti, ad agosto, è di 3,3% nel Materano e di 1,3% nel Potentino; nel periodo gennaio-agosto le ore di cig complessivamente autorizzate sfiorano i 7milioni con un aumento del 9,3% rispetto a gennaio-agosto 2009.
L’aumento delle ore di cassa in deroga che prosegue anche nel mese feriale come agosto, e che interessa circa la metà dei lavoratori in cassa integrazione – è il commento del segretario generale regionale della Uil lucana Carmine Vaccaro - deve far riflettere sulla assoluta necessità, anche per l’assenza di una riforma del sistema degli ammortizzatori sociali, di una proroga dello strumento almeno per tutto il 2011. E’ a partire da questa riflessione che continueremo a chiedere un monitoraggio non solo delle “reali” ore di cassa integrazione in deroga richieste, ma anche delle “risorse effettivamente spese” per questo strumento di sostegno al reddito.
Resta naturalmente aperto il tema della ripresa e del sostegno allo sviluppo che non può non marciare di pari passo con il rafforzamento della rete di protezione per le centinaia di migliaia di lavoratori coinvolti dalla crisi. Infatti, la stima dell’Istat riguardante la crescita del Pil nel secondo trimestre dell’anno, è migliore di quella sino ad oggi indicata, tanto da risultare la migliore registrata dall'inizio della crisi economica, ma è al contempo controbilanciata dal perdurare della negatività dei dati che si riscontrano nella produzione industriale che indicano un continuo rallentamento. Risulta, allora, quanto mai necessario intraprendere politiche utili a frenare l’emorragia dei posti di lavoro e a consolidare i timidi segnali di ripresa, attraverso una riforma fiscale più equa nei confronti dei redditi da lavoro dipendente e da pensione”.

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