Nomine enti, Dc: servono nuovi criteri

punti apici 07/09/2010
ore 13:52
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BAS“La pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata dei bandi relativi alle nomine di competenza del Consiglio e della Giunta regionale ripropone l’esigenza di sottrarre la complessa operazione agli abituali e tradizionali meccanismi di lottizzazione tra maggioranza ed opposizioni, tra i rispettivi partiti di coalizione e tra componenti e leader di partito”. E’ quanto sostiene il segretario regionale della Basilicata della Dc Giuseppe Potenza proponendo che si istituiscano commissioni formate non solo da consiglieri regionali ma anche da magistrati ordinari e della Corte dei Conti, esperti “super-partes” in quanto componenti di organismi tecnico-scientifici o professionali, accademici, riconosciuti a livello nazionale, per esaminare le candidature di singoli o di associazioni ed organismi. “Sarebbe – dice il segretario della Dc – un bel segnale che la politica lucana intende dare alla società civile di cambiare pagina rispetto all’ultima tornata di nomine che con il meccanismo dei “poteri sostitutivi” di Giunta e Consiglio esercitato dai rispettivi Presidenti ha dato il via libera alla lottizzazione selvaggia. Ci sono nella nostra società professionalità, capacità individuali e manageriali, esperienze che hanno tutte le carte in regola per assicurare la gestione di aziende, organismi, enti sub regionali come per l’attività e il lavoro di commissioni e comitati. Non si mortifichino queste energie tanto più se si tratta di organismi tecnici che non hanno nulla a che fare con la politica. Quanto poi ai costi per garantirne la funzionalità e quindi a compensi, indennità o cosiddetti “gettoni” di partecipazione – a parere della Dc – vanno ridefiniti sulla base del reale impegno richiesto a componenti ed amministratori. Non ci scandalizziamo per compensi dovuti a chi dedica il proprio impegno professionale per attività in alcuni casi quotidiane ma invece chiediamo rigore per quegli organismi che non hanno più alcuna motivazione di esistere anche a seguito di funzioni amministrative, tecniche o locali che sono state modificate, sia pure parzialmente, da normative di legge o provvedimenti e che pertanto vanno progressivamente soppressi. Un’altra proposta: si garantiscano opportunità per i giovani under 35 anni e per le donne in modo da praticare realmente il ricambio generazionale e le pari opportunità uomo-donna”.

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