Tinchi, Amatulli (Cisl): consultare le parti sociali

punti apici 07/09/2010
ore 13:35
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BAS“La protesta a difesa dell’ospedale di Tinchi che tiene banco da oltre due mesi, e le problematiche legate a questo nosocomio, ad oggi non trovano alcuna risposta”. Lo afferma, in un comunicato stampa, il segretario provinciale della Cisl di Matera, Giuseppe Amatulli.
“Sembra strano – osserva l’esponente sindacale - che nessun interlocutore si palesi dinanzi alle popolazioni del territorio che da anni usufruisce dei servizi sanitari ospedalieri erogati da questa struttura. Vengono annunciate in sedi non ufficiali, riconversioni ospedaliere.
In assenza però di un provvedimento deliberativo, organico e complessivo, assistiamo allo smantellamento silenzioso di Tinchi che sta perdendo la sua fisionomia. Il fatto strano è che tale situazione non accelera da parte della Regione, il confronto tra le parti sociali per quanto concerne il riordino complessivo della rete ospedaliera in Basilicata.
Tra l’altro in questi ultimi tempi, le parti – lamenta Amatulli - non sono state né consultate, né informate sulle eventuali iniziative che si sono intese intraprendere. Pertanto, a nostro avviso, la protesta in corso che vede tra l’altro in prima linea due figure che hanno fatto la storia delle lotte sindacali per migliorare le condizioni sociali nel materano, quali Domenico Giannace e Nicola Dolce, è legittimata dal fatto che giustamente gli utenti non sanno per quale motivo debbono rinunciare ad un servizio consolidatosi negli anni. Infatti, non è comprensibile come in assenza di un Piano sanitario regionale, qualcuno – fa notare il leader materano della Cisl - abbia deciso di intervenire solo su due strutture, che stranamente fanno parte della ex Asl numero 5 di Montalbano Jonico: gli ospedali di Tinchi e Stigliano.
Visto il perdurare della protesta democratica e come detto, legittima, sarebbe auspicabile che il direttore generale dell’Azienda sanitaria materana, Vito Gaudiano, metta un freno alla smobilitazione, che è innegabile, ha avvolto la struttura. Solo dopo ci si può sedere, ragionevolmente, e programmare i servizi medici di base, sociali e distrettuali. Dare risposte concrete e tangibili alla domanda di salute che proviene dal territorio interessato, mediante una qualificazione dei servizi, cominciando dall’abbattimento delle liste di attesa”.
Infine il segretario della Cisl materana, invita il direttore generale dell’Asm, Gaudiano, “a non mettere in discussione i faticosi accordi stipulati a suo tempo con la ex Asl 5, che comunque – conclude Amatulli - davano una certa dignità alla struttura collinare”.
(bas - 04)

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